La Fondazione VIGAMUS ha deciso di scendere in prima linea per rafforzare la dignità del videogioco stesso come patrimonio culturale. Grazie alla collaborazione con l’ente ISFE, un’organizzazione volta a salvaguardare gli interessi dei software interattivi già dal 1998, verrà presentata una mostra che fa luce sul palcoscenico dell’industria videoludica moderna. Nata dall’iniziativa mossa dalla conferenza “Patrimonio culturale in Europa: unire passato e futuro“, l’intento della mostra è proprio quello di inviare un messaggio che possa rendere chiara la posizione del videogioco all’interno del panorama culturale mondiale. L’evento sarà solo l’inizio di una reazione a catena ricca di incontri in tutta l’Europa, che celebrano l’Anno europeo del patrimonio culturale, una commemorazione atta a sensibilizzare l’opinione pubblica. In tal senso, le parole di Marco Accordi Rickards, Fondatore e Direttore Generale di Fondazione VIGAMUS, sono piuttosto esplicative:

Questa mostra rappresenta un’occasione importante per ribadire il valore culturale del videogioco come forma d’arte e d’espressione che nel tempo è cambiata, in linea con lo sviluppo delle nuove tecnologie. La storia del videogioco si evolve come la storia delle idee e della creatività dell’uomo. Ciò ha portato a una situazione in cui il termine “videogioco” non basta più per esprimerne la complessità. Da qui è sorta la necessità di un nuovo termine, “esperienza interattiva”, che rende la possibilità per l’utente di modificare il mondo virtuale modellato da designer e programmatori. Desideriamo offrire un’immagine completa e reale del lavoro che portiamo avanti da anni su diversi fronti per consolidare questo messaggio, affermato a livello europeo ma non pienamente in Italia, se non tra gli addetti ai lavori, i professionisti e gli esperti del settore e tra tutti gli appassionati che continuano ad abbracciare età diverse, dai giovanissimi agli adulti.

Lo scopo di Fondazione VIGAMUS è quindi quello di mostrare il ponte che unisce vecchie e nuove tradizioni, un legame che deve rimanere sempre solido. Il messaggio ultimo non è altro che quello di impegnarsi a preservare l’identità del videogioco come esperienza interattiva, grazie a un museo interamente dedicato alla storia delle opere videoludiche. Questo luogo, che ha sede a Roma, ospita al suo interno il più grande patrimonio italiano nell’industria del settore ed è allestito con un’ampia selezione, atta a illustrare l’evoluzione del prodotto nel tempo. Già da tempo la sede ha ospitato convegni, seminari e attività dirette al pubblico, offrendo una finestra di dialogo per tutti i curiosi. Il Museo del Videogioco di Roma è anche socio con EFGAMP, la Fondazione Europea degli Archivi Videoludici, Musei e progetti di Preservazione nata nel 2012. Infine, la mostra include anche un excursus sulla storia della VIGAMUS Academy, la quale, nata nel 2014 in collaborazione con Link Campus University, è la prima università in Italia specializzata in videogiochi. Il polo in questi anni ha già raggiunto numeri eccellenti, confermando che il 68% degli studenti laureati ha già trovato lavoro nell’industria.