Negli ultimi giorni, una notizia in particolare ha segnato il mercato videoludico: Cliff Bleszinski ha deciso di chiudere, senza alcun ripensamento, Boss Key Productions, lo studio indipendente che ha gestito negli ultimi cinque anni. Questi nomi non vi dicono nulla? Allora, procediamo con ordine. Bleszinski è un design director che vanta ben vent’anni di esperienza in Epic Games, nella quale ha affermato la propria notorietà dopo aver seguito serie di un certo pregio quali Unreal e Gears of War. All’apice della sua carriera, decide di ritirarsi e prendere una pausa dai videogiochi a cui aveva dedicato gran parte della sua esistenza, con la convinzione di non riprendere mai più tale strada. Tale intervallo, però, dura relativamente poco; due anni più tardi, infatti, annuncia l’apertura del suo nuovo studio, già in procinto di lavorare su un nuovo ambizioso progetto: uno sparatutto arena free-to-play, in seguito conosciuto come LawBreakers. Il gioco non riesce a far presa sui giocatori e per questo non vedrà mai la luce al di fuori delle numerose fasi di testing. Boss Key Productions non si dà per vinto, così decide di cavalcare l’onda del battle royale, che ancora oggi fa tendenza, portando in accesso anticipato un gioco similare a Fortnite ma dal gusto fortemente anni ’80: Radical Heights. Inutile dire che anche quest’ultimo non è assolutamente riuscito a sbarcare il lunario, probabilmente perché, secondo una dichiarazione dello stesso Bleszinski “lanciato troppo tardi” rispetto alla concorrenza, che già vanta una folta schiera di affezionati.

Sulla scia dell’annuncio, Bleszinski ha voluto condividere su Twitter anche alcuni concept art che lo studio ha conservato in vista di giochi su cui sperava di lavorare, inclusi due titoli in VR che, ormai, non vedranno mai la luce. Il cofondatore di Boss Key Productions, oltre ad essere un noto fan della VR e uno dei primi ad aver investito in Oculus, ha discusso per molto tempo l’idea di creare un gioco per visori. Già era al lavoro per presentare un gioco per la realtà virtuale a dei potenziali investitori che, però, hanno presto esitato all’idea. Rover, così si sarebbe dovuto chiamare: un’esperienza di combattimento multiplayer ispirata alla Seconda Guerra Mondiale, in cui 25 giocatori sono tenuti a pilotare dei carri armati, dal design alquanto futuristico, in una frenetica battaglia a squadre da cinque, dove ogni persona ha una sua specifica funziona: pilotare, sparare, aggiustare.

L’altro titolo ha un aspetto decisamente meno cupo e molto più amichevole: Donuts, che Bleszinski ha descritto come il successore spirituale di Toobin, classico di Atari, consiste in un gioco che ricorda un Mario Kart sull’acqua con gli animali in VR. I giocatori, che posso impersonare degli animali seduti su degli anelli di gomma, devono percorrere un corso d’acqua per raggiungere la valle d’arrivo. Purtroppo, tocca ricordare, questi giochi non saranno mai realizzati. Rover, in particolare, dava l’impressione di essere un gioco che su VR avrebbe potuto funzionare davvero bene. Bleszinski ha, dunque, deciso di prendersi nuovamente una pausa dai videogiochi, ma dal momento che le idee esposte pare siano frutto dell’ingegno di gran parte del team, in molti ancora sperano che questi progetti non vadano del tutto perduti e possano sopravvivere ancora un po’ alla impietosità del mercato, e chissà, magari, vedere una realizzazione in futuro.