Come lottare contro il razzismo ai giorni nostri? Sin dalle scuole inferiori, il delicato argomento ha sempre trovato un specchio di dialogo esiguo in relazione alla sua importanza. Per natura, l’uomo ha bisogno di vivere certe situazioni in modo tale da scalfire la corazza emotiva che ci separa dalla realtà, ed è proprio per rompere l’indifferenza che il dottor Derek Ham, un professore statunitense di design grafico, ha sfruttato la VR per arrivare dritto al punto, catapultandoci negli anni più duri della lotta per l’eguaglianza. Derek è riuscito a ricostruire un’esperienza realistica a 360° intitolata I AM A MAN, immergendoci fisicamente e mentalmente durante lo sciopero per i diritti dei lavoratori del 1968. In questo salto temporale vestiremo i panni di un nero americano in lotta per i propri diritti, circondato da media e figure che daranno voce a svariati pensieri dell’epoca; alcuni veramente scioccanti. L’esperienza fa sicuramente leva sull’indignazione sociale, spingendoci alla riflessione mediante situazioni e immagini scioccanti.

I AM A MAN vuole andare oltre la classica esperienza di gioco, sfruttando le potenzialità della realtà virtuale per toccarci emotivamente. Passeggiando per la città o semplicemente vagando per la nostra abitazione, potremo scorgere giornali e programmi televisivi, che marcavano i pensieri dell’epoca. Da una parte i lavoratori, ormai allo stremo, marciavano per abbattere delle condizioni che obbligavano l’uomo a perdere la propria dignità davanti al lavoro, magari sfruttati per impieghi a basso costo e senza alcuna tutela sanitaria. D’altra parte, figure e voci di uomini bianchi ben vestiti criticavano i lavoratori neri, indicandoli come degli esseri lontani dagli uomini veri e propri e utili soltanto alla mera forza lavoro. Frasi dure, che però rispecchiano fedelmente la situazione disumana di quegli anni, che, attraverso la VR, risulta quasi tangibile. La dignità umana e il razzismo sono due elementi chiave della storia e devono essere affrontati con il giusto tatto. Dove le parole non bastano, è giusto che intervenga un mezzo esterno come la realtà virtuale. Speriamo con tutto il cuore che in futuro esperienze del genere possano essere parte integrante del sistema didattico scolastico, così da scuotere le coscienze di molti. In chiusura, vi ricordiamo che l’esperienza è disponibile in forma gratuita su Oculus Rift e vi invitiamo a provarla per dirci la vostra nei commenti!