Come era stato annunciato ormai da tempo, Facebook ha finalmente lanciato sul mercato il suo primo visore in realtà virtuale standalone: Oculus Go. Il casco è difatti ordinabile da adesso sul web, o acquistabile anche da negozi specializzati, al prezzo di circa 200 dollari per la versione da 32 GB e 250 per quella da 64. In base a quanto rivelato da Mark Zuckerberg non molto tempo fa, il visore è stato indirizzato ad un target ben ampio e che rimane quindi pensato per la diffusione di massa, ed in effetti è proprio così. Una caratteristica fondamentale di Oculus Go è che, in quanto dispositivo standalone, non necessiterà di alcun cavo o fonte di energia durante l’utilizzo, sebbene la batteria al suo interno abbia la breve durata di appena 2 ore in fase di gioco, mentre si estenderebbe a 2 e mezzo in caso si stiano guardando dei video. Come progetto di sviluppo questo visore ricorda molto il Gear VR, prodotto da Samsung ormai diversi anni fa, con il quale condivide la quasi totalità delle applicazioni utilizzabili, sebbene, come detto poco fa, sia alimentato da una batteria interna e non da uno smartphone della casa coreana.

Il lancio di Oculus Go rappresenta un momento importantissimo per il mercato dei visori, nel quale, per la prima volta in assoluto, è possibile avvicinarsi in maniera semplice ed intuitiva all’affascinante mondo della realtà virtuale anche da chi non ha mai avuto la possibilità economica o la forza di volontà per farlo, grazie soprattutto all’interfaccia minimale ideata per il dispositivo; Il tutto senza il minimo bisogno di utilizzare il proprio smartphone come forma di energia o di acquistare altri strumenti oltre al controller ideato per il casco, incluso nella confezione dello stesso. Altro fatto importante è la già accennata compatibilità con le applicazioni sviluppate per Gear VR, che rende molto più facile il lavoro degli sviluppatori in termini di porting e ottimizzazione, oltre a regalare già dai primi giorni dal lancio una marea indescrivibile di contenuti. Inoltre, in occasione della sua uscita, diverse applicazioni verranno aggiunte (Oculus TV), mentre altre ancora subiranno un sostanziale aggiornamento, come la nota Oculus Room.

Quindi, in definitiva, Oculus Go può essere inteso come un enorme passo in avanti verso la diffusione in larga scala di una tecnologia che attualmente ha bisogno di tutto il sostegno economico possibile da parte di major di un certo calibro, nonché dall’utenza, fonte primaria di sostentamento per qualsiasi prodotto in via di sviluppo come la VR. Chissà quindi che, come predetto da Zuckerberg, in futuro questa tecnologia non divenga parte integrante delle nostre vite, proprio come smartphone e altri dispositivi, e che il primo tassello perché ciò avvenga non sia proprio il visore ideato dal colosso statunitense. Parliamo sempre di speculazioni, certo, e soltanto il tempo potrà darci una risposta esaustiva in merito, ma siamo sicuri che basterà un frammento degli anni trascorsi per vedere in prima persona la strada intrapresa dal pubblico.