Come moltissime persone sapranno, recentemente Facebook, il social network più utilizzato al mondo, è stato oggetto di indagini penali riguardanti l’utilizzo dei dati privati degli utenti da parte di terzi, senza il consenso degli interessati. Naturalmente a pagarne le conseguenze è stato Mark Zuckerberg, ideatore del famigerato sito, che da ormai 14 anni raccoglie tonnellate di dati privati più o meno importanti che, purtroppo, come detto in precedenza, sono stati per la maggior parte diffusi. I mesi scorsi non sono stati quindi un periodo roseo per il magnate americano, che è stato processato in diretta mondiale e la cui creazione ha subito un calo in borsa vertiginoso. Nonostante ciò, sembra che la società abbia velocemente ripreso piede, ristabilendo al meglio il proprio posto sul mercato. Non a caso, poco tempo fa, Zuckerberg ha tenuto una chiamata sugli utili trimestrali per aggiornare gli investitori sui propri risultati e, durante una sessione di Q&A, sono state chieste informazioni riguardanti la realtà virtuale. Non è un caso che queste domande siano state poste proprio in questo particolare periodo, il quale coincide con il lancio di Oculus GO, primo visore VR standalone prodotto dalla compagnia. Riguardo la questione, lo stesso Zuckerberg ha voluto dare delle risposte, specificando perché la VR continui ad essere una tecnologia importante su cui bisogna investire:

Penso che il quadro generale sia che ogni 10 – 15 anni ci sia un nuovo importante paradigma computazionale. C’è stato il DOS, poi Windows e la UI del desktop, poi ancora i browser web e adesso gli smartphone e le applicazioni. Quindi sono pienamente convinto che questa progressione continuerà. E ognuna di esse si è rivelata sempre più intuitiva a livello d’interazione. Sono pienamente convinto che le prossime saranno le realtà aumentata e virtuale. Stiamo investendo un sacco di risorse e questo perché, francamente, non siamo mai stati un’azienda di hardware o sistemi operativi. Uno dei miei grandi rimpianti in come abbiamo gestito la compagnia è che mi sento come se non ci fossimo adattati tanto quanto lo hanno fatto le piattaforme mobile, le quali sono state sviluppate in contemporanea a quando Facebook era appena agli inizi. iOS e Android sono stati diffusi a partire dal 2007, ed eravamo soltanto una piccola compagnia all’epoca. Non era un qualcosa su cui stavamo lavorando. Sono davvero fedele all’idea di assicurarmi che la prossima piattaforma rifletta i valori di Facebook. Sarà un anno emozionante. Oculus GO sta per uscire sul mercato. Anche il developer kit della versione di fascia alta uscirà al più presto. Stiamo lavorando a diverse altre cose che penso saranno emozionanti nel tempo. Non so esattamente quando sarà un grande affare. Quando abbiamo iniziato a parlare riguardo la VR ho detto che pensavo che sarebbe servito un lungo viaggio di 10 anni, prima che questa diventasse la più importante piattaforma mainstream, e penso che Facebook debba investirci prima che diventi un qualcosa di troppo grande.

Non c’è da sorprendersi riguardo queste dichiarazioni, poiché sia la realtà aumentata che quella virtuale, come detto in passato, hanno subito nel corso del tempo, fin dalla loro uscita, una crescita esponenziale delle vendite, producendo come risultato una notevole diffusione sul mercato, che le ha rese una tecnologia sempre più richiesta, merito anche dell’abbassamento del loro prezzo, decisamente più abbordabile per molte fasce di utenti. A quanto pare inoltre, entro il 2023 o poco oltre, gli introiti derivanti dalle due realtà subiranno un incremento di un certo livello, riuscendo forse, finalmente, a diffondersi nelle case allo stesso livello di smartphone, tablet, console e altri dispositivi elettronici di uso quotidiano. Risulta quindi normale che il magnate del social network abbia deciso di investire in questo mondo che sebbene gli ottimi risultati appare decisamente acerbo, e bisognoso di investitori di alto calibro, quali appunto il colosso americano. Con il lancio di Oculus GO potrebbe quindi iniziare un periodo di rinascita per Facebook, ma sotto un diverso settore: quello della realtà virtuale. E voi? Condividete il suo pensiero? Pensate che sia davvero possibile che la realtà virtuale si espanda fino a questo punto?