La ricerca di Apple per lo sviluppo di tecnologie VR e AR continua senza sosta, e i diversi brevetti ottenuti ne testimoniano il costante impegno in questa fetta di mercato crescente. L’ultimo tra questi, coinvolge uno studio sul tracciamento oculare. Lo scorso anno, la società di Cupertino aveva acquisito la SensoMotoric Instruments, azienda tedesca leader nell’eye-tracking, tecnologia che rappresenta il primo passo per una comunicazione più confortevole tramite l’utilizzo di un visore VR o AR, che può permettere, ad esempio, di stabilire un contatto visivo con persone fisicamente molto lontane. Ma soprattutto, pare che la ricerca sia in grado di rendere i dettagli visivi decisamente più impressionanti, senza il bisogno di sfruttare hardware potenti, dal momento che i dettagli più rilevanti si staglieranno proprio davanti agli occhi dell’utente. Alla domanda di brevetto 20180113508 sono associati alcuni profili su LinkedIn dei dipendenti legati ad Apple che hanno collaborato al progetto, ma questi non mostrano alcun collegamento con eventuali precedenti impieghi presso la SMI, e ciò suggerisce che l’idea sia frutto dell’ingegno di una squadra a sé. Tale conferma ha permesso di giungere a un metodo di tracciamento oculare che si basa sull’utilizzo di una fotocamera vicino all’occhio e degli specchi caldi che riflettono soltanto la luce infrarossa invisibile.

Dal testo del brevetto:

Il sistema di tracciamento oculare può includere almeno una fotocamera per il rilevamento degli occhi nel vicino-infrarosso (NIR) posizionata su ciascun lato del viso dell’utente e direzionata verso le superfici degli oculari del visore rivolte verso gli occhi, una fonte di illuminazione che emette luce NIR verso gli occhi dell’utente e specchi caldi posizionati tra le superfici degli oculari rivolte verso gli occhi e gli occhi stessi dell’utente. Gli specchi caldi riflettono almeno una parte della luce NIR, mentre lasciano passare la luce visibile. Le fotocamere catturano le immagini degli occhi dell’utente riflesse dagli specchi caldi. Posizionando gli specchi caldi in corrispondenza o vicino alle superfici degli oculari rivolte verso gli occhi. Le fotocamere possono essere posizionate ai lati del viso dell’utente senza doverle fotografare attraverso gli oculari.

Si sa, Apple è sempre stata riservata rispetto ai suoi prodotti e, soprattutto nei casi dell’iPhone e dell’iPod, ha preferito assicurarsi ogni volta di presentare un’esperienza avvincente per i suoi utenti prima di immettersi sul mercato. L’azienda brevetta tecnologie che, spesso, non vedono mai la luce del giorno, ma questo fatto viene controbilanciato dalla lunga lista di assunzioni che partono dalla convinzione del CEO, Tim Cook, che lo spatial computing rappresenta un’area d’interesse che si estende a vista d’occhio, con il passare del tempo. Ormai è solo una questione di tempo prima che la mela morsicata possa immettersi in questo crescente mercato, magari dando il via – come già capitato in passato – ad una nuova fase negli utilizzi della realtà virtuale, aumentata e mista.