Uno dei più grandi successi commerciali cinematografici degli ultimi mesi è sicuramente Ready Player One, film diretto da Steven Spielberg e ambientato in un mondo riprodotto con la realtà virtuale. Vedendo la pellicola, ambientata nel 2025, sicuramente molte persone si saranno chieste quando la tecnologia attuale riuscirà a raggiungere un tale livello di immersione! Ebbene, potremmo essere più vicini di quanto si possa immaginare. Difatti, grazie ad Enea Le Fons, uno sviluppatore nostrano, abbiamo la possibilità di vedere una situazione simile a quella possibile nell’universo virtuale dell’Oasis, dal momento che stiamo per parlare di un creativo che ha deciso di trascorrere ben 30 giorni all’interno della VR.

Innanzitutto, discutiamo dell’ideatore e della sua storia: Enea Le Fons è uno di quei pochi (anzi, pochissimi) creativi che potremmo definire un vero amante della realtà virtuale, ancor prima che questa tornasse in auge con il debutto dell’Oculus Rift. La sua carriera lavorativa comincia difatti nel 1999, dando il via a studi relativi all’interazione 3D, all’interfaccia uomo-macchina e, per l’appunto, alla realtà virtuale. Da lì, Le Fons sarebbe arrivato ad occuparsi di progetti di ogni tipo, arrivando nel 2017 ad impegnarsi in alcune master class organizzate da colossi del calibro di Epic Games. Insomma, com’è visibile anche dal suo profilo di LinkedIn, la strada di Enea è passata tra aziende e lavori di ogni forma. Il suo ultimo progetto, però, ha lentamente attirato l’attenzione degli appassionati.

A 30 giorni di distanza dall’uscita di Ready Player One, infatti, Enea ha deciso di partire con la sfida del 30 Days In VR, che l’avrebbe letteralmente costretto a vivere attraverso un visore fino alla proiezione stessa del film diretto da Steven Spielberg. Quindi, a parte mangiare, dormire o usare il proprio bagno, il nostro eroe ha passato ogni momento delle sue giornate in un mondo fittizio, compiendo azioni quali allenarsi, lavorare e perfino meditare attraverso il dispositivo di HTC. Grazie ad una reflex e ad alcuni software di sviluppo, Enea è riuscito a riprodurre digitalmente il suo studio, ricostruendo in maniera proporzionalmente corretta ogni singolo oggetto, dalle sedie fino ad arrivare ai tablet. Tuttavia, dato che Le Fons si è trovato in un mondo con regole totalmente diverse dalle nostre, ha avuto la possibilità di sperimentare le infinite potenzialità che questa tecnologia ha da offrire e di praticare attività impensabili nel quotidiano.

Ispirata da HTC VIVE e dalle esperienze che il casco ha saputo offrire, l’impresa di Le Fons è stata possibile solo grazie agli ultimi mezzi tecnologici dell’azienda taiwanese. Infatti, grazie a visori quali il VIVE Pro o il Focus, Enea ha sperimentato ogni tipo di attività possibile e immaginabile, sfociando persino nel fantastico. utilizzando gli strumenti a sua disposizione, Le Fons ha creato con successo ambienti sempre nuovi da esplorare, con l’unico limite rappresentato dalla sua fantasia, proprio come avviene nella pellicola di Spielberg. Riguardo ciò, l’uomo ha dichiarato:

Tutto quello che ho sviluppato sarà condiviso all’intera community degli sviluppatori come open source. Ispirato da HTC VIVE, il mio obiettivo è di stimolare l’ecosistema della VR insieme alla community, creando dei contenuti che possano favorire tutti, rendendo la VR una parte essenziale della nostra vita quotidiana: lavoro, educazione o tempo libero. Grazie al VIVE, sono stato capace di tracciare tutti gli oggetti nell’ambiente virtuale; con i tracciatori del VIVE ho avuto la possibilità di muovermi liberamente mentre indossavo il casco. Inoltre, con l’avvento di un dispositivo in grado di supportare lunghe sessioni di utilizzo come il VIVE Pro, la mia produttività è stata notevolmente aumentata.

Oltre all’esperienza vissuta, Le Fons ha inoltre registrato diversi dati durante la sua sfida, ed alcune informazioni si sono rivelate più che positive. Sembra infatti che il Fitbit utilizzato dall’uomo, che normalmente finiva per registrare 700 passi al giorno, abbia iniziato a contarne ben 10.000 giornalieri durante l’utilizzo del visore targato HTC. Questa non è che la chiara dimostrazione che certe tecnologie potrebbero perfino promuovere uno stile di vita più salutare in futuro, aiutando a migliorare la forma fisica degli utenti. La peculiare sfida di Enea è divenuta famosa perfino in Cina, dove Alvin W. Graylin, presidente regionale di HTC, si è espresso sulla titanica impresa:

Sono veramente contento di vedere che i nostri prodotti siano stati capaci di incontrare i bisogni di un prodotto di tale portata, ma sono anche emozionato nel vedere che Enea ha concluso la sua sfida in salute e più felice che mai. Sono molto fiducioso che la VR possa divenire una parte essenziale della nostra vita quotidiana in futuro. Invito ogni entusiasta della VR a sfidare i suoi limiti in altre sfide e novità relative a questa tecnologia.

E voi, sareste contenti di vivere, in un futuro più o meno lontano, in una Oasis nostrana con i vostri amici? Fatecelo sapere nei commenti!