Tranquilli, non si tratta di una di quelle televendite in cui vi propinano prodotti miracolosi per dimagrire, né tanto meno cure e trattamenti ai limiti dello straordinario. Quanto stiamo per narrarvi proviene direttamente dall’esperienza di un uomo, un appassionato come tanti alla realtà virtuale, che è stato profondamente rapito dall’ultima riproposizione di The Elder Scrolls V: Skyrim, recentemente approdato in VR su PC. L’assiduo giocatore è riuscito nell’impresa di perdere quasi 5 kg nell’arco di una decina di giorni, e non serve essere dietologi per intuire che un tale calo di peso sia avvenuto in tempi davvero brevi. Il protagonista della nostra storia ha voluto raccontarsi in un post su Reddit, analizzando dettagliatamente la sua routine all’interno del gioco, fatta di dure regole e accorgimenti volte anche ad aumentare l’immersione nella terra settentrionale di Tamriel, finendo per improvvisare un allenamento cardio che ha decisamente dato i suoi frutti. Skyrim VR su PC supporta i controller di movimento e la possibilità di giocare in piedi, ma un bug costringe tuttora l’hitbox del giocatore in una posizione statica, nonostante questo si possa muovere per la stanza. Il primo passo è stato quindi quello di ignorare tale difetto, cercando di muoversi continuamente in modo tale da schivare fisicamente le frecce e combattere attivamente nei duelli con la spada. Inoltre, ha deciso di non ricorrere mai all’uso del cavallo, preferendo sempre, piuttosto, la corsa per giungere alla destinazione desiderata. L’insieme di camminate, jogging e sprint, quindi, gli hanno permesso non solo di allenarsi in maniera costante, ma gli hanno conferito, di pari passo, l’inebriante sensazione di sentirsi a tutti gli effetti all’interno del titolo, di cui ha voluto interpretare anche i dialoghi ad alta voce. Imparare a correre sul posto, seguendo lo stesso ritmo di Skyrim VR, è stato fondamentale e, man mano che il corpo si è abituato allo sforzo fisico, l’utente è arrivato a programmare sessioni intensive di corse della durata di 30 minuti. Cosa c’è di meglio di un po’ di jogging, circondati dalla magnificenza delle stesse magiche ambientazioni percorse dal Dovahkiin? Certo, l’allenamento dell’uomo potrebbe lasciare moltissimi giocatori perplessi, dal momento che può essere facilmente riproposto senza far uso del gioco ma, per qualche motivo, se combinati agli strabilianti feedback visivi di Skyrim VR, il risultato finale è parso più che promettente. Sono bastate un paio di scarpe da corsa comode, due tappetini da yoga e un ventilatore che sparava aria a piena potenza, e il resto è rimasto all’impegno e alla forza di volontà. In genere, perdere peso molto velocemente non è consigliato dai dietologi, in quanto la perdita dovrebbe legarsi ad una dieta sana ed un corretto stile di vita, ma considerando che con tutta probabilità stiamo parlando di un individuo sedentario e generalmente distante dall’attività fisica, il suo dimagrire è in parte dovuto ai livelli d’acqua in calo nel suo corpo; risolta la ritenzione idrica, infatti, il peso si stabilizzerà e la perdita dei kg avverrà sempre più lentamente. Insomma, se pensiamo che giochi del genere tendono quasi a creare dipendenza nei suoi utenti, che spesso rinnegano qualsiasi forma di fatica pur di giocare tradizionalmente, i progressi sono a dir poco sorprendenti.

Associare il fitness ai videogiochi non è un’operazione che la gente è solita fare. Del resto, nella mente della persona comune, spesso si staglia l’indelebile immagine del videogiocatore indolente, che preferisce lunghe sessioni di gaming a qualsiasi attività sociale all’aria aperta, per non parlare poi dell’esercizio fisico. Discostandoci un attimo dal mondo della realtà virtuale, e passando alle console, non si può non ricordare l’enorme operazione commerciale di Nintendo quando decise di lanciare la Wii, dispositivo che, a modo suo, ha fatto la storia. L’intento della Grande N, oltre a voler, come sempre, riunire le famiglie, avvicinando così una fetta di utenza più “casual”, è stato quello di spingere i suoi fan a provare qualcosa di nuovo, un’esperienza talmente coinvolgente che per essere assaporata costringeva ad alzarsi dal divano e a muoversi secondo le istruzioni dettate dal gioco. Nacquero, così, non solo moltissimi party game dai ritmi sfrenati, ma anche titoli dediti al fitness, che cercavano di trovare una loro dimensione grazie all’introduzione di accessori come la Balance Board. La soluzione di Nintendo, inizialmente, venne ben accolta da molti, e snobbata invece dalla sfilza di “hardcore gamer” che ancora consideravano l’azienda nipponica un marchio in grado di sfornare solo prodotti dai toni poco adulti. Sony prese, non molto tempo dopo, il suo coraggioso esempio con il PlayStation Move, ma l’idea fu, infine, rivista da Microsoft con il Kinect di Xbox One, che addirittura non necessitava di alcun controller per tracciare il movimento. Qualcosa, però, andò storto. Possibile che una simile innovazione non sia riuscita minimamente a scalfire lo zoccolo duro dei più tradizionalisti, forse abituati a un approccio molto più quieto? Qui non c’entrano le mere statistiche hardware, i dati di vendita o la potenza del marketing offerte dalle major. L’istinto di voler muoversi per mantenersi in forma nasce, innanzitutto, da un’impostazione mentale dell’individuo. Non c’è trucco e non c’è inganno. La forza di volontà e la dedizione sono il punto focale della questione, dal momento che solo chi lo desidera davvero può decidere consapevolmente di mettersi nella condizione di fare del regolare esercizio fisico, incentivandosi come meglio crede. Ed è qui che si inserisce timidamente la vicenda di una persona che ha saputo mettersi in gioco, conciliando brillantemente il suo amore per la VR e i giochi di ruolo, e che ha voluto esternare al mondo il suo contagioso entusiasmo e la ritrovata voglia di fare.