Per anni abbiamo provato ad entrare in contatto con la nostra immaginazione, trasmettendo (o vivendo, a seconda dei casi) tutto ciò che sarebbe uscito dai nostri sogni. Siamo partiti dalle pitture rupestri, dal linguaggio e dalle forme più basiche ed istintive della comunicazione fino ad arrivare, oggi, ad una tecnologia che ci permette letteralmente di entrare in un mondo virtuale. Certo, la VR è ancora lungi dall’essere lo strumento che viene descritto in alcune storie fantastiche, ma è anche per questo che Intermundia Genesis ci ha attirati con così tanta forza. La storia scritta da Giorgio Catania, PR Manager di AESVI, ha un suo motivo di esistere, ma dobbiamo innanzitutto tornare alle fondamenta di un genere per capire al meglio le basi della sua storia, e per allontanare fin da subito qualsivoglia paragone. No, Intermundia Genesis non è la versione nostrana di Ready Player One o Sword Art Online, né intende esserlo. Semplicemente, è la concretizzazione del sogno vissuto dallo scrittore che, giocatore da tempo immemore, è arrivato a narrare la sua visione di un universo videoludico nel quale poter anche trascorrere una seconda esistenza. Facendo dei riferimenti alla realtà virtuale stessa, potremmo tenere in conto anche titoli come VR Chat, che sono inoltre implosi nel corso degli ultimi mesi, ma andremmo ad allargare fin troppo il discorso, e non è questa la situazione per farlo! Piuttosto, cos’è che ha reso il romanzo di Giorgio così accattivante? Andiamo a scoprirlo insieme.

L’incipit di Intermundia Genesis comincia fin da subito nel regno di Genesis, dominato dalla magia e da terribili creature. Il nostro eroe, Mar, è già al livello massimo, ma ciò non l’ha ancora fermato dall’esplorare ulteriormente l’universo del videogioco di realtà virtuale più famoso al mondo. Non ci bastano che leggere le prime, sparute pagine per percepire la vita da giocatore di Catania: HP, MP, EXP, lirie (valuta del gioco che, non casualmente, crea un bizzarro parallelismo con la lira) ed altri dettagli, come i nomi di mostri, oggetti e incantesimi, cominciano ad esprimersi nelle parole del protagonista, ancora senza nome. Da lì, una volta decaduto nel corso di una delle sue tante missioni, il protagonista verrà richiamato dai Guardiani, amministratori del sistema, che hanno scelto Mar per portare a compimento la missione più importante di sempre nella storia di Intermundia Genesis. Non continueremo nel racconto, perché basterebbero pochissimi dettagli in più per rovinarvi alcune sorprese che vogliamo lasciarvi scoprire con totale libertà, ma vi basterà sapere che ogni riga di Intermundia Genesis vi terrà incollati alle vicende del nostro Evocatore Umano.

Incidentalmente, al di fuori della lettura sicuramente scorrevole del libro, una trama come quella di Intermundia Genesis non avrebbe comunque un suo mordente senza un universo ben strutturato e coerente, e anche da quel lato non possiamo che lodare le fondamenta costruite da Giorgio nel corso degli anni. Difatti, tutti i personaggi di Intermundia hanno un loro spazio ben definito, sia nel romanzo che in una sezione esterna del libro, nota come La Squadra, dove gli utenti selezionati per fermare i ribelli vengono tratteggiati nei più piccoli particolari, con tanto di illustrazioni volte ad arricchire le descrizioni della storia vera e propria. Inoltre, la narrazione di Intermundia Genesis, nonostante sia effettivamente difficile da cogliere per chi non ha mai giocato un MMORPG o un titolo in maniera seria, viene anche corredata – oltre che dalle solite note a piè di pagina – da un Glossario composto da una sfilza di termini legati al mondo dei videogiochi (e non solo). Insomma, Intermundia Genesis non vi bloccherà né in sezioni terribili, composte magari da parolone fini a sé stesse, né in un libro già visto e rivisto più volte. Piuttosto, vi immergerà in un universo che sentirete fin da subito in ogni poro del vostro corpo, e nel quale vorreste entrare ad ogni “Impulso!” lanciato. Dopotutto, per farlo, come in ogni gioco in realtà virtuale che si rispetti, vi basterà indossare un visore!

Il Virtual 5ense è quel portone che spalanca l’ingresso di Intermundia a milioni di videogiocatori, ma è anche lo strumento che ci consentirà di scoprire la storia (stavolta nella vita reale) del nostro protagonista. Ed è lì che, tra un discorso ed una litigata, andremo a sviscerare gli impegni lavorativi e famigliari, ascoltando figurativamente le parole di una sorella, un amico o semplicemente la lamentela dovuta ad una veloce interruzione del gioco. Qualunque sia il motivo, possiamo assicurarvi che tutti i momenti descritti finiranno per risuonare istantaneamente con i videogiocatori. L’alternanza tra il mondo reale e virtuale non è soltanto uno stratagemma volto ad alternare il ritmo della narrazione, ma anche un sistema dedito ad arricchire i luoghi frequentati dal protagonista, e le identità dei vari personaggi. Tranquilli però, che non arriverà mai quella situazione in cui, presi dal panico (o dalla semplice distrazione), non arriverete a riconoscere un dato personaggio. Il ritmo di Intermundia Genesis aiuta il lettore da questo punto di vista, grazie a descrizioni ricche di particolari e mirate a bloccare temporaneamente la prosecutio della trama.

Insomma, la torta di Intermundia Genesis non solo è buona, ma ha quel dolciume che ogni narrazione dedicata al mondo dei videogiochi dovrebbe avere, grazie anche a piccole citazioni verso un Warcraft o altri classici del genere. Per citare un termine utilizzato dalle community, anche erroneamente, tutta la LORE del romanzo è stata realizzata con una naturalità che lascia semplicemente di stucco, scorrendo con tranquillità tra un capitolo e l’altro. E se ciò non dovesse bastare, ci sarà sempre l’Antefatto, composto dai Frammenti, a rappresentare la perfetta ciliegina sulla torta. I quattro racconti, arricchiti anche da una poesia conclusiva, non fanno altro che includere altre particelle di una trama già di per sé eccezionale, e che è finita inevitabilmente per colpirci come pochi altri romanzi fantasy hanno fatto finora.

In conclusione, Intermundia Genesis è un romanzo di quasi 300 pagine che, nonostante la sua apparente brevità, è riuscito a costruirsi attorno un universo fatto di personaggi, località e strumentazioni sì coerenti, ma anche attraenti per chi con la VR è legato in prima persona. Il romanzo di Giorgio è un inno d’amore ai MMORPG, al genere fantasy e a tutti quei romanzi che hanno voluto glorificare il medium videoludico in maniera sempre interessante. E considerando che la storia di Mar è tutto fuorché conclusa, non possiamo far altro che sperare di vedere presto un seguito (ed una possibile espansione) del videogioco di realtà virtuale più famoso al mondo. Prima di allora, vi consigliamo caldamente la lettura di Intermundia Genesis e, se avete già adorato Ready Player One e Sword Art Online in passato, la vostra non sarà che una totale immersione nelle disavventure del nostro Evocatore Umano.