Con il crescente sviluppo delle tecnologie AR, VR e MR, sempre più compagnie stanno oramai cercando di sfruttare le loro funzionalità; non solo in termini di guadagno, ma anche in previsione di integrarle quanto più possibile nella vita di tutti i giorni. Bose, il colosso americano dei sistemi audio, non ha voluto essere da meno, presentando ufficialmente il loro primo dispositivo per la realtà aumentata, in occasione del SXSW: Bose AR. Differentemente da come potremmo pensare, però, non parliamo di un visore qualunque. Nonostante all’apparenza sembri un semplice paio di occhiali, Bose AR non cambierà ciò che stiamo guardando sovrapponendo un’immagine sulla realtà che ci circonda, ma baserà la sua funzionalità sull’audio, garantendo uno strato udibile di informazioni, aumentando la percezione di quanto osservato. Questo, a detta di Bose, dovrebbe migliorare e semplificare le nostre giornate, rendendole più significative e produttive o, citando John Gordon, vicepresidente del Consumer Electronics Division presso l’azienda, semplificando le attività quotidiane relative a viaggi, apprendimento e musica, configurandosi con facilità con le applicazioni più blasonate del mercato.

Bose AR è pensato per diventare una vera e propria estensione delle nostre interazioni, fornendo informazioni addizionali in tempo reale su tutto ciò che stiamo guardando in un dato momento. Infatti, oltre a funzioni più basilari come la riproduzione di musica e le chiamate telefoniche, la piattaforma potrebbe essere impiegata in numerosi modi: potremmo avvalerci di una guida turistica, in grado di analizzare monumenti e opere esposte nei musei, guardare semplicemente fuori dalla finestra per avere tra le mani alcuni dati dettagliati sul meteo, sapere le valutazioni di un ristorante e perfino vantare traduzioni in tempo reale. I dettagli saranno forniti dai dispositivi audio incorporati all’interno delle astine degli occhiali, che rappresentano la testimonianza del florido futuro degli impianti di microsuono. L’utente sarà in grado di interagire con gli occhiali grazie a dei comandi eseguibili con una straordinaria naturalezza: dei semplici gesti con la testa, il tocco degli occhiali e perfino i comandi vocali. Il dispositivo sarà quindi in grado di dimostrare tutto il suo potenziale se connesso ad uno smartphone che, sfruttando il GPS integrato, permetterà di accedere alle numerose informazioni del web. Bose è già pronta a investire 50 milioni di dollari per tutti gli sviluppatori, impegnati in svariate startup e ben intenzionati a supportare la loro piattaforma con applicazioni e servizi AR da abbinarle. Gli occhiali saranno disponibili inizialmente solo per gli addetti ai lavori ma, entro la prossima estate, sarà distribuita una versione completa dei kit di sviluppo. Al progetto stanno già collaborando compagnie come TripAdvisor, Strava, MIT Media Lab e il NYU Future Reality Lab, ma si vedono molte altre partnership all’orizzonte, pronte a dimostrare e rafforzare Bose AR come dispositivo in grado di integrarsi nei vari prodotti di uso comune. Che sia questo il vero futuro della realtà aumentata? Che idea vi siete fatti su Bose AR? Come sempre, fateci sapere la vostra tra i commenti!