Durante la notte del 17 gennaio, qualcosa d’innovativo e magico ha scosso il mondo del videogioco, e quel qualcosa si chiama Nintendo. La casa di Kyoto ha infatti presentato uno strumenti che nessuno avrebbe mai avuto il coraggio d’ideare. È come se la casa nipponica avesse trovato una bacchetta magica, acquisendo la possibilità di trasformare qualcosa d’inanimato in uno strumento vivo e pulsante, ed è proprio da questa idea che è nato Nintendo Labo. In un mondo che volge al progresso e che non guarda indietro, la casa nipponica ha avuto il coraggio di far leva sul bambino che è dentro di noi, concentrandosi su un oggetto apparentemente semplice e banale. Dopotutto, il mezzo presentato nient’altro è che un dispositivo di cartone, il quale prenderà vita con la connessione di questo al Nintendo Switch o, semplicemente, ai Joy-Con, che si potranno incastonare all’interno degli stessi prodotti, dando così la scintilla vitale necessaria ai nuovi Toy-Con per attivarsi. Da un certo punto di vista, è come ritrovarsi nella modalità creativa di Little Big Planet: titolo per PlayStation nel quale abbiamo la possibilità di creare un oggetto con del materiale a scelta, donandogli infine la vita attraverso un dispositivo elettronico.

La crociata iniziata da Nintendo con l’uscita di Switch sembra quindi non volersi arrestare, offrendo anche questa volta un pezzo sicuramente fuori dall’ordinario, ma certamente carico di significato. La casa di Kyoto non ha soltanto creato un prodotto capace (letteralmente) di decodificare l’immaginario di un bambino e di dargli vita, ma ha proposto qualcosa di molto vicino alla VR; più di quanto si possa intuire. Nintendo Labo  rappresenta difatti il primo passo verso la realizzazione di un progetto ben più ambizioso e fuori dagli schemi, poiché tutto può essere collegato a Switch e tutto può essere vissuto con questa. Vi sembra un’esagerazione? Si lasci solo pensare che, semplicemente guardando il trailer, ogni cosa ed azione può essere assimilata dalla console, poiché questa si incastra bene con tutto e quindi è facilmente inseribile ovunque. Si è arrivati alle porte di un’era in cui la realtà si può fabbricare e dargli vita, un traguardo che spalanca le porte all’interconnessione tra creatore e creazione, mutando l’approccio che ha il cliente con il proprio prodotto.

Arrivati a questo punto vi starete domandando come mai vi siete imbattuti nel trailer di Google Cardboard, e osservandolo il motivo vi sembrerà tanto scontato quanto illuminante. Ebbene, sia Nintendo Labo che il progetto di Google viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, promuovendo una sorta di realtà virtuale che vuole essere accessibile a tutti e, allo stesso tempo, adatta ad un pubblico molto giovane. Provate ad immaginare la stessa idea applicata a Switch, la quale, utilizzando del semplice cartone, potrà dare vita al vostro nuovo visore portatile. Non solo i costi verrebbero ridotti e resi competitivi, ma a quel punto la console Nintendo sarebbe davvero la chiave magica in grado di aprire tutte le porte, compresa quella che dà alla VR! Offrendo la possibilità anche ai più giovani di potersi costruire un proprio visore, magari colorandolo e personalizzandolo, scaturendo anche una sorta di attaccamento a livello personale del prodotto, Labo ha mostrato fin da subito delle potenzialità straordinarie. Considerando che il nuovo strumento di Nintendo dovrebbe attirare (ed unire) grandi e piccini, non possiamo che lodare le scelte dell’azienda nel fenomenale ambito creativo.

Nintendo Labo - 00

Essendo quindi Nintendo Switch il motore della nostra fantasia, non ci resta altro che creare la carrozzeria, ossia la parte estetica e personale che potremmo liberamente gestire. Labo può dunque essere un concreto trampolino di lancio per il salto della casa nipponica in territorio VR, dando il via ad un’operazione che potrebbe eliminare i limiti di Switch, rendendola senza ombra di dubbio una console immortale e soprattutto una condizione necessaria; un qualcosa di cui non potremmo fare a meno. Questo, ad alcuni, potrebbe sembrare un volo pindarico, ma non si tratta altro che di un concetto di lungimiranza, rapportato ad uno sconfinato lato creativo offerto da Labo. Satoru Shibata ha infatti dichiarato che il progetto mira a strappare un sorriso dai volti di chi, assemblando i propri kit, potrà vivere i propri sogni. Nintendo Labo sbarcherà sul suolo europeo il 27 aprile 2018, offendo al lancio i primi due kituno assortito con varie funzionalità e possibilità creative, e l’altro creato per dare vita ad un robot controllabile, entrambi al costo consigliato di 70 euro. E voi, sareste disposti a pagare una cifra simile per ottenere uno strumento come il Nintendo Labo? Qual è il vostro punto di vista sui progetti della grande N? Come sempre, fateci sapere la vostra tra i commenti!