Il 2017 è stato l’anno in cui la realtà virtuale è letteralmente esplosa nell’ambito videoludico, suscitando un interesse notevole e portando allo sviluppo di una miriade di progetti più o meno riusciti. Tuttavia non è di giochi che andremo a parlare oggi, ma di architettura. Sembra infatti che le numerose funzionalità della VR siano perfette per la riproduzione tridimensionale di ambienti reali; un fatto che non è passato inosservato dai diversi studi di architettura, i quali stanno cominciando ad adoperare sempre più spesso questa tecnologia.

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Secondo un’indagine di Chaos Group applicata a quasi 6000 professionisti del settore, durante l’ultimo anno si può chiaramente notare un incremento di richiesta per tecnologie quali il VR, il cloud rendering e un bisogno generale di visualizzare ambienti con software 3D. Uno dei cambiamenti maggiori negli ultimi tempi è infatti un maggiore affidamento su questi mezzi anche da parte d’impiegati in vari tipi di aziende. Oltre due terzi degli architetti programmano di usare questi mezzi nel 2018, poco meno del 30% già li sta adoperando e una percentuale simile li sta testando. Oltre l’80% degli utilizzatori del VR lo ha già utilizzato per molti progetti, segno che questa tecnologia sta inevitabilmente diventando parte integrante del mondo della progettazione. In termini di applicazioni, V-Ray sembra essere il software più utilizzato (insieme a Unity e Unreal Engine 4) per la costruzione e visualizzazione di ambienti tridimensionali. E voi, cosa ne pensate? Credete che la realtà virtuale possa trovare spazio anche in altri ambienti lavorativi?