Settembre sembra essere un mese ricco di avvenimenti e di novità per il mondo delle tecnologie immersive, con HTC e Google, e non solo, che stanno scuotendo il mercato con annunci e dichiarazioni decisamente rilevanti. Quando l’ambiente VR sta riscoprendo questo febbrile fermento rivolto verso l’innovazione, tipico di questo settore dell’industria, sembra essere il momento ideale per uno di quei ritorni che sono pensati appositamente per sconvolgere. Stiamo parlando, ovviamente di Palmer Luckey, il quale ha rilasciato diverse dichiarazioni direttamente dal palco dell’evento organizzato da HTC al Tokyo Game Show 2017. Il fondatore di Oculus, infatti, ha fatto sapere di essere ancora al lavoro sulle tecnologie VR e, nel corso della sua presentazione, ha toccato diversi argomenti che riguardano, sotto diversi aspetti, la scena giapponese della realtà virtuale e che si aprono a prospettive di più ampio respiro. Per proseguire nel discorso, vale la pena riportare alla mente un’intervista rilasciata dallo stesso Luckey al New York Times nel mese di maggio, all’interno della quale aveva dichiarato di essere al lavoro su diversi progetti dedicati alla protezione e alla sicurezza dei confini territoriali americani. Questa, dunque, sembra essere solo una delle attività in cui lo sviluppatore di Long Beach è coinvolto, avendo lui stesso affermato di essere al lavoro anche sulla VR. Palmer Luckey, inoltre, nelle sue dichiarazioni ha preso le distanze da Oculus, affermando che nonostante abbia fondato la compagnia, il suo interesse si espande al di là dei limiti di una singola azienda. Il creatore dell’Oculus Rift ha fatto sapere che:

Ho una nuova compagnia; non posso ancora parlarvi apertamente dei miei progetti, tuttavia, sono ancora al lavoro nell’industria legata alla realtà virtuale sui dei progetti davvero interessanti. Non pensate a me come a una persona legata a Oculus. Pensate a me come a una persona legata alla VR. A tutta la VR. Sony, HTC, le altre compagnie. Tutto!

Tornando, ancora una volta, con la mente all’intervista rilasciata al Times, in questa ideologica altalena di eventi, vengono riportati, in quell’occasione, alcuni dettagli importanti che compongono il puzzle utile per cercare di capire il nucleo del nuovo lavoro di Luckey, il quale espresse il proprio apprezzamento per l’anime Sword Art Online. Il fondatore di Oculus, di fatto, fece sapere che apprezzava il concetto che la realtà virtuale potesse avere delle conseguenze serie sulla vita delle persone, come avviene nella narrazione proposta da questa serie animata giapponese dove i protagonisti restano intrappolati, con il rischio di morire, all’interno di un MMORPG in VR. Luckey riferì che questa idea era alla base di uno dei suoi prossimi progetti. Trasportando tutti questi elementi in un contesto più recente e, più precisamente, all’interno di una discussione, avvenuta durante un evento in Giappone sulla VR a luci rosse, sulle implicazione delle connessioni tra rete neurale e computer, possiamo avere un quadro più completo dei progetti futuri di Palmer Luckey.

L’ultimo frammento per chiudere il cerchio, infine, riguarda un post pubblicato sul suo profilo ufficiale Twitter, nel quale si lamenta delle difficoltà nel trovare medici consenzienti nell’applicazione di impianti hardware sperimentali. Tralasciando la condizione al limite del decoroso con la quale si è presentato a questa discussione sulla VR per adulti, che potete constatare all’interno di questo video, le sue parole sono state piuttosto significative. Luckey ha detto che l’applicazione di hardware neurali è il centro principale dei suoi esperimenti. Gli impianti per la realtà virtuale, stando alle sue parole, sono in grado di stimolare il sistema nervoso per fornire la sensazione del tatto e per muoversi all’interno del mondo virtuale senza spostarsi effettivamente. Nonostante stia lavorando proprio su questo, tuttavia, ritiene che per un lungo periodo si continueranno ad utilizzare dei visori, proprio a causa della mastodontica mole di informazioni che vengono veicolate al cervello tramite il nervo ottico. Resta, dunque, soltanto da capire se Palmer Luckey sia tornato a ricoprire il suo ruolo originale di pioniere della VR, oppure se dopo aver perso la compagnia da lui stesso fondata, abbia iniziato a perdere contatto con la realtà.

A proposito dell'autore

Enrico Nardacci
Staff Writer

Appassionato di videogiochi fin da tempi non sospetti, inizia il suo percorso con Doom II continuando ad appassionarsi a generi sempre differenti, passando dai picchiaduro fino alle avventure grafiche. La sua attenzione si focalizza in modo particolare sulle storie, sulle loro implicazioni, sul modo di narrarle e soprattutto sul peso delle decisioni che si possono prendere al loro interno. Ora che la realtà virtuale gli permette di immergersi completamente in questo mondo, vuole capire quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.

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  • WarezSan .

    Non ha perso il contatto con la realtà. .per nulla!
    Ho sempre sostenuto che il punto di arrivo sarebbe stato quello. Una volta che avremo gli impianti saremo tracciati, quindi controllati, totalmente.

    • Ombra Alberto

      La realtà Virtuale e la realtà aumentata sono dei mezzi stupefacenti.. ma danno un potere smisurato a chi li controlla e ai media.

      La Vr per la propaganda politico sociale o di qualsiasi altra cosa è un mezzo molto potente e invasivo.

      Nel futuro bisognerà tutelare le menti di giovani e meno giovani con leggi severe verso chi crea contenuti Vr (non verso chi ne usufruisce) .. cosi la penso io.

      • Luke

        sono contro ogni forma di censura. esiste già il Pegi +18, ovviamente sta ai genitori non comprare un ipotetico GTA VR ai bambini.

        • Ombra Alberto

          Si sono contro anche io..
          Ma ti dico come andranno le cose..

          A noi comuni mortali ci censureranno e dall’altra ci sara’ chi deciderà gli argomenti che potremo vedere e non vedere (non centra nulla il maggiorenne o minorenne, questo è un falso problema).

          Le notizie e l’indottrinamento sara fatto in un certo modo.. la Vr è un potente mezzo di propaganda.

          • Luke

            per il cinema e il documentario ci sono molti festival in italia come all’estero dove premiano proprio lavori fatti da menti libere e senza paletti. moltisimi non vengono pubblicati in sul circuito mainstream, ma con i videogames è già oggi più facile, dato che c’è steam e ci sono gli indy games.

            sinceramente non credo di aver capito il discorso.

          • Ombra Alberto

            C’e poco da capire.
            Non voglio passare per complottista perchè non lo sono.

            La Vr ha un potenziale enorme nell’indurre emozioni e esperienze.

            Ora tu pensi che governi forze politiche ecc.. non approfitteranno di questo “potere”?

            quando scrivi menti libere di festival ecc… non dici assolutamente nulla.

            La Vr è un potente mezzo di propaganda e di indottrinazione..

            Ora si ci saranno quelli che useranno il mezzo in modo innocente e disinteressato.
            Ma ci saranno anche quelli (e mi preoccupano quest’ultimi) che lo useranno in modo mirato per inculcare o indirizzare un pensiero per propri interessi politico economico o sociale.

            Ignorare quest’ultimo aspetto e come darsi la zappa sui piedi..

          • Luke

            ho capito concordo sul rischio pienamente.

  • WarezSan .

    Aggiungo questo video dal significato limpido e profondo, spiega meglio delle parole il mio pensiero:+

  • StateCalmi

    Questi discorsi sul futuro della VR mi sembrano fuori dal tempo, inutili e improponibili. E’ come quando senti parlare della lotta contro il cancro… da quanti decenni ci stanno dicendo che tra qualche anno avranno la cura?
    Si ma la cura alla fine non è mai arrivata o forse non arriverà mai.
    Tornando alla VR, sarebbe meglio rimanere con i piedi per terra e commercializzare finalmente un bundle composto da console+visore VR+controller aptici+tapis roulant+qualche killer app.
    Ecco, se vogliono davvero invadere il mercato e diffondere la VR a decine di milioni di persone, devono offrire questo a un prezzo inferiore ai 1500 dollari.
    Deve essere tutto un pacchetto completo, vai nel negozio, te lo compri, torni a casa e ti immergi in mondi virtuali… punto.
    Fino a che non lo faranno, sono solo chiacchiere… cosa aspettano che la gente si stufi di usare i videogiochi? Se lo fanno perdono un pacchetto clienti enorme, credo e spero che il 2018 sia l’anno giusto per vendere un bundle completo per cambiare il paradigma dell’intrattenimento.
    Ovviamente anno dopo anno il progresso tecnologico renderà gradualmente tutto sempre più piccolo, comodo, efficace ed immersivo, ma pensare adesso agli impianti neurali mi sembra eccessivo, anche perché, eventuali impianti neurali li potrebbero vendere solo a chi è immerso nella VR da un decennio o più e che è stanco dei limiti dell’hardware esterno… per questo, prima, quell’hardware esterno lo devi diffondere per creare la platea di acquirenti e appassionati che passeranno volentieri al livello successivo.

    • Ombra Alberto

      Si parla di ricerca.. investimento tecnologico.. per arrivare a una tecnologia futura bisogna partire da adesso per studiarla.. anche se questa tecnologia arrivate fra 20 o 30 anni. Bisogna cominciare ora.

      Poi per il resto hai ragione costi bassi e bundle.

      • StateCalmi

        Sono d’accordo che bisogna iniziare adesso, ma dubito che la tecnologia si già arrivata al punto degli impianti neurali.
        Noi comuni mortali consumatori, vorremmo semplicemente entrare in un negozio e comprare la VR, tornare a casa e divertirci.
        Invece ancora, dopo 4 anni dal DK1 ancora questa possibilità non c’è.
        Non c’è nel senso che adesso dovrei accontentarmi di usare il visore VR seduto sulla sedia o camminando in un fazzoletto di pavimento di 3 metri per 4, senza un tapis roulant, senza dei guanti aptici e senza una manciata di killer app che mi facciano dire… WOW sembra vero…
        Questo, dopo 4 anni ancora non c’è, neanche se spendo 4mila euro, e questo secondo me è un grave ritardo nella commercializzazione e diffusione della VR… il 2018 sarà l’anno della VR di massa?
        Chissà. Per questo dico che andare ad investire in tecnologie che saranno utilizzabili tra 20 o 30 anni adesso, quando ancora non posso comprare il set completo per per 1500 euro per immergermi nel mondo virtuale e camminarci comodamente fino a dimenticare di essere in un ambiente virtuale, mi sembra sbagliato.
        Che facciano pure i loro esperimenti sui topi (poverini) con i loro impianti celebrali, ma che ci diano presto… entro il 2018 qualcosa con cui giocare o sperimentare l’immersione VR.

    • WarezSan .

      Qui non si parla solo di VR ma di come la realtà digitale diventerà pervasiva e di chi la controllerà e come.
      Sul “come” non è difficile immaginarlo.

      Per quanto riguarda l’utopia della visione futura, mi sentii dire le stesse identiche cose all’arrivo del digitale, quando con un mio amico nerd fantasticavamo su come avrebbe consentito un numero infinito di copie di qualsiasi dato e ne immaginavamo le conseguenze a lungo termine.
      Lo stesso è avvenuto con l’avvento di internet.
      Quello che voglio dire è che in questa epoca è possibile pensare ad un futuro sempre più prossimo nell’istante stesso in cui viene concepito.
      E con internet abbiamo visto tutti come è finita…

      • StateCalmi

        Non sono d’accordo, qui si parla invece proprio di VR e infatti il problema è che troppe persone, tu incluso, si perdono in discorsi utopici, futuristici, astratti etc..
        Io invece, come è chiarissimo dai miei due precedenti commenti sto dicendo che è giunta l’ora di COMMERCIALIZZARE a livello massivo la VR con un bundle comprensivo di tutto quello che serve per l’immersione e a un prezzo inferiore ai 1500 euro/dollari.
        Basta parlare del futuro, devono attuare nel presente la possibilità per le persone (noi) di sfruttare questa nuova forma di intrattenimento.
        E’ scandaloso che a 4 anni dal DK1, ancora non sia possibile comprare un PC (o console, forse Xbox One Xsarà quella giusta) + Visore VR + guanti aptici + Virtuix Omni (o simile) + sensori + 4 o 5 killer app. incluse (un FPS, un adventure, un corse automobilistiche, uno sportivo, un horror) per finalmente immergersi nella realtà virtuale.
        Quello che scrivo è molto chiaro e concreto, basta con discorsi su quello che potrà essere la VR nel futuro… noi stiamo vivendo adesso, il futuro non esiste.

        • WarezSan .

          Guarda che quello OT sei tu :l

          • StateCalmi

            Io non ho mai detto che tu sei Off Topic.
            Sto parlando del fatto che la VR dovrebbe concentrarsi sull’oggi anziché immaginare impianti neurali e quindi sono perfettamente On Topic, vostra eccellenza il giudice.