HTC ha depositato, sia negli Stati Uniti che in Europa, una domanda per il marchio, richiedendo specificatamente di utilizzare un particolare nome, ovvero Vive Focus. Questo dettaglio potrebbe risultare effimero, qualora non venisse collegato ai visori standalone che HTC e Lenovo hanno mostrato nel corso del Google I/O 2017. Come vi avevamo riferito al tempo, le due compagnie avevano rivelato le caratteristiche dei due headset, tuttavia, se escludiamo alcune concept art e una silhouette nera che rivelava le forme scelte per il dispositivo, non avevano mostrato altro, nemmeno il nome. Qualche giorno fa, dunque, la rivista olandese LetsGoDigital ha riportato il progetto all’attenzione del pubblico, svelando questa domanda per il marchio, la quale era stata depositata inizialmente lo scorso 8 settembre. HTC, fino a questo momento, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda, lasciando più di qualche dubbio sulla reale attribuzione di questo nome. Bisogna, comunque, tenere a mente che Google, negli scorsi mesi, ha confermato l’headset in questione verrà lanciato entro la fine del 2017. Qualora si dovesse trattare effettivamente del nome per il visore standalone della compagnia con sede a Taiwan, allora, ci sarà modo di sentirlo nuovamente molto presto.

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Questa è la domanda per il marchio depositata da HTC che riporta il nome Vive Focus.

Sfogliando il calendario del mercato, infatti, è abbastanza semplice intuire che un’eventuale data di lancio potrebbe essere fissata per il periodo adiacente alle festività invernali. A questo punto, potrebbe essere utile fare un piccolo riassunto di quelle che sono le caratteristiche dei due device standalone che andranno a lavorare sulla piattaforma Daydream di Google. Entrambi gli headset dovrebbero basarsi su un sistema del tracciamento della posizione inside-out, incrementando notevolmente la qualità del prodotto rispetto al tracciamento esclusivamente rotazionale fornito dall’attuale prodotto di punta di Google, ovvero il visore mobile Daydream View. Utilizzando, inoltre, un sistema di sensori basati sulla visuale e gestito dal computer che la compagnia definisce come World Sense, questa tecnologia per il tracciamento non dovrebbe avere bisogno di sensori o di device esterni per offrire un’esperienza VR mobile in room-scaling. Sia il prodotto di Lenovo che quello di HTC basano la maggior parte delle loro caratteristiche sul prototipo VDRK realizzato da Qualcomm, le cui prestazioni, dopo attente analisi, si sono dimostrate piuttosto solide per un dispositivo vecchio di oltre un anno. Come spesso accade in queste situazioni, bisognerà attendere comunque la conferma ufficiale della compagnia sul nome definitivo dell’headset. Che si chiami Vive Focus, o meno, sarà comunque un prodotto che influenzerà la prossima stagione del mercato legato alla realtà virtuale e alle tecnologie immersive.

A proposito dell'autore

Enrico Nardacci
Staff Writer

Appassionato di videogiochi fin da tempi non sospetti, inizia il suo percorso con Doom II continuando ad appassionarsi a generi sempre differenti, passando dai picchiaduro fino alle avventure grafiche. La sua attenzione si focalizza in modo particolare sulle storie, sulle loro implicazioni, sul modo di narrarle e soprattutto sul peso delle decisioni che si possono prendere al loro interno. Ora che la realtà virtuale gli permette di immergersi completamente in questo mondo, vuole capire quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.

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  • Mirkothrasher seiseisei

    ditemi che avete provato i PRIMAX 8K che sono curiosissimo