Per tutta la vita abbiamo creduto che l’attività fisica e il videogioco fossero l’uno l’opposto dell’altro. Ma le cose stanno cambiando grazie alla realtà virtuale e aumentata. Il VR Institute of Health and Exercise in collaborazione con la San Francisco State University hanno infatti eseguito alcuni studi atti a dimostrare che alcune tipologie di giochi in VR non abbiano assolutamente nulla da invidiare a molte attività fisiche in senso tradizionale, soprattutto quando è coinvolto il room-scale. Sul loro sito infatti, troviamo una classifica di diversi giochi in realtà virtuale, come Knockout LeagueSprint Vector, ordinati secondo la quantità di calorie bruciate al minuto. Lo stesso istituto ha invitato gli sviluppatori ad inviare la candidatura per il proprio titolo così da poter essere valutato ed inserito in una delle otto categorie di attività in VR. Gli studi con i quali è stato possibile definire questa divisione sono stati eseguiti su 40 persone mentre giocavano con l’HTC Viv: misurando il loro livello di ossigeno consumato e paragonandolo al METs (Metabolic Equivalent Scores) è stato possibile determinare l’intensità dell’attività fisica e la quantità di calore bruciate rispetto a pratiche sportive quale il ciclismo, il nuoto e la corsa.

I risultati? Sembra che i giochi in VR siano da considerarsi un’attività fisica di tutto rispetto. Aaron Stanton, fondatore dell’istituto e appassionato di videogiochi, è entusiasta di questa nuova tecnologia. La VR ha permesso di rimuovere quel gap che rende il videogioco un’attività sedentaria e poco salutare per il corpo, e grazie ad essa è possibile riscattarne l’onore e convincere le persone che videogioco ed esercizio fisico possono collaborare. D’altra parte, c’è anche chi è convinto che si possano realizzare intere palestre incentrate sulla realtà virtuale, e questi dati volgono decisamente in favore di questa interessante commistione dei due tra i più grandi ossimori dei nostri tempi.