In questi giorni, si sono susseguite diverse speculazioni per quanto riguarda l’eterno conflitto tra realtà aumentata e realtà virtuale per il futuro controllo del settore di mercato legato alle tecnologie immersive. Con la pubblicazione dell’ARKit di Apple e grazie anche ad alcune demo molto interessanti che sono state mostrate in relazione a questa tecnologia, i sostenitori della realtà aumentata hanno visto rafforzare la loro posizione. Una compagnia ritiene, persino, che l’ARKit di Apple sia solamente l’inizio e sta tentando di raggiungere la fase successiva con il proprio toolkit chiamato Escher Reality AR. La mente dietro al progetto e alla realizzazione di questo software, proveniente direttamente dal Massachusetts Institute of Technology, crede fermamente nel potenziale sociale dell’Agumented Reality. L’inizio dello sviluppo del toolkit in questione, inoltre, precede temporalmente quello dell‘ARKit e anche quello dello stesso Pokémon GO: la prima applicazione che è riuscita a far percipire al grande pubblico le potenzialità della realtà aumentata. Nelle sue fasi iniziali, per i suoi fondatori Ross Finman e Diana Hu, Escher Reality AR era un progetto collaterale, il quale, nel novebre del 2016, è stato trasformato nella loro attività principale. Lo stesso Finman, attuale CEO della compagnia, ha tenuto a specificare che:

Pensate che tutto questo è avvenuto prima di Pokémon GO. Tutti pensavano che fossimo pazzi a quei tempi e ora, quest’estate, è il momento cruciale per la realtà aumentata per i dispositivi mobile.

Il toolkit di Escher Reality mira a offrire delle caratteristiche aggiuntive che attualmente l’ARKit di Apple non riesce a fornire ai propri utenti, provando, quindi, a ricucire lo strappo che si è venuto a creare tra i dispositivi iOS e quelli Android. La CTO della compagnia e una delle due fondatrici, Diana Hu, ha invitato i consumatori a riflettere sui problemi e su quello che il loro competitor diretto non è in grado di offrire. La dirigente, inoltre, ha affermato che le demo mostrate da Apple fino a questo momento sono relativamente soddisfacenti, tuttavia, escludendo i modelli 3D che si sono visti, è venuta a mancare un’adeguata prospettiva per i risultati a lungo termine. Stando alle sue parole, non sono presenti buona parte dei tool e degli SDK necessari per riuscire a realizzare un’esperienza AR che risulti davvero coinvolgente. La fondatrice di Escher Reality è convinta, inoltre, che gli sviluppatori di applicazioni e di software videoludici non si vogliano occuparsi di meccaniche di basso livello, come quelle proposte da Apple, bensì il loro scopo viene centrato perfettamente dalle complesse tecnologie che hanno inserito all’interno del loro toolkit. Il team di Escher Reality, infine, sta offrendo il suo supporto esclusivamente per i dispositivi Android, tuttavia, non escludono di espandere il loro mercato per aumentare l’influenza e la popolarità della tecnologia AR.

A proposito dell'autore

Enrico Nardacci
Staff Writer

Appassionato di videogiochi fin da tempi non sospetti, inizia il suo percorso con Doom II continuando ad appassionarsi a generi sempre differenti, passando dai picchiaduro fino alle avventure grafiche. La sua attenzione si focalizza in modo particolare sulle storie, sulle loro implicazioni, sul modo di narrarle e soprattutto sul peso delle decisioni che si possono prendere al loro interno. Ora che la realtà virtuale gli permette di immergersi completamente in questo mondo, vuole capire quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.

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  • cactus

    Peccato che non abbiano comunicano le specifiche minime richieste dal dispositivo per poterci pastrocchiare un pò.