É sempre triste parlare della conclusione di un progetto, soprattutto se inattesa. Ci riferiamo ad Altspace VR, primo serio e concreto esperimento di social network in Realtà Virtuale, partito decisamente bene e, purtroppo, lentamente andando a scemare a causa di un serio e gravoso problema: la mancanza di fondi necessari a poter sopravvivere nella feroce giungla tecnologica. Bigscreen, a causa di ciò, dopo mesi e mesi di agonia, ha oggi ufficialmente annunciato mediante Twitter l’imminente chiusura dei server con conseguente dispiacere dell’ingente community.

Con l’amaro in bocca e con la tristezza nel cuore, l’azienda ha voluto dare un ultimo saluto ai loro fan con questo post decisamente esplicativo:

La società ha affrontato difficoltà finanziarie impreviste e non possiamo permetterci di mantenere più i costi di Altspace VR. Questo è sorprendente, deludente e frustrante per tutti coloro che hanno riposto le loro speranze, risorse e soprattutto temo in questo progetto. Per molte persone, AltspaceVR è stato uno dei modi più utili per conoscere altre persone in uno spazio virtuale mentre indossava il proprio headset VR. Nessuna distinzione, si poteva usare l’HTC Vive o l’Oculus Rift, tutti erano uguali l’un altro e si sentivano vicini. Purtroppo però, è sempre stato possibile scaricare e utilizzare il software senza alcun piano di monetizzazione. Avevamo un gruppo di investitori che ci sostenevano, l’ultima volta che ci hanno dato soldi però è stato nel 2015. La causa di ciò è stato il lento crescere dell’industria della Realtà Virtuale che ha portato i nostri sostenitori a perder fiducia nel progetto e ritirare tutte le loro promesse.

Ed è qui che, personalmente parlando, pongo una simbolica domanda: è il mercato in generale della Realtà Virtuale a rallentare le innovazioni o, in questo particolar caso, è l’ambiente Social a non essere ancora pronto a questa ennesima rivoluzione? Ok, sappiamo tutti che Facebook Spaces è dietro l’angolo e che, grazie all’ingente potenza economica di Mark Zuckerberg, tutto è possibile, ma il sospetto onestamente mi è venuto e mi fa sperare solo per il meglio. Credo infatti che le società debbano incentrarsi al momento a creare fonti di divertimento inusuali, non supporti a cose già esistenti e che vengono costantemente utilizzate dalla massa; il videogioco può e deve essere la carta da giocare al fine di crescere sempre più, ben vengano poi altre feature! Forse, al momento, la Realtà Virtuale deve muoversi su poche e solide linee guida.

A proposito dell'autore

Emanuele

Cresciuto a pane e videogiochi, Nucky nel corso degli anni riesce ad accomunare due delle sue più grandi passioni: il giornalismo ed l'amore spasmodico di tutto l'ambiente videoludico. Dopo anni ed anni di console e titoli visti e rivisti, la VR è riuscita nuovamente a far scattare la "scintilla" di curiosità mista amore proprio come accaduto per il primo Halo e per molti altri titoli.

Post correlati

  • mmorselli

    Altspace mica chiude perché è brutto, chiude perché non ha un modello di business, nessun social VR può averlo in questo momento per cui chi ci investe deve sapere prima che gli serviranno soldi per farlo gratis diversi anni. Di recente ho provato TheWave VR durante il rave live di HeavyGrinder e l’ho trovato straordinario, con tutti i limiti attuali sono riuscito ad immaginarmi tra 10 o 20 anni una cosa simile e può realmente rappresentare una rivoluzione come sono stati i computer, internet, gli smartphone, cioè di quelle rivoluzioni che quando ci sei in mezzo non sanno più di rivoluzione, sanno di normalità, e com’era il mondo senza è un ricordo sfuocato.

    I giochi sono un business più immediato perché li vendi direttamente, sono prodotti, i social serviranno a vendere servizi, ci vuole tempo.

  • Refref1990

    Mi dispiace parecchio… era una delle chat VR che più utilizzavo e che mi piaceva usare! Purtroppo ci sono ancora troppi pochi visori in giro per poter fare i numeri degli altri social network, per questo sarebbe stato più opportuno inserire della pubblicità all’interno degli stessi ambienti visitabili… La pubblicità VR non è fastidiosa come quella che compare sulle applicazioni per smartphone o sui siti web, perchè sarebbe come quella reale, messa su dei cartelloni che non disturberebbero nessuno! Magari la cosa non avrebbe salvato del tutto baracca e burattini, ma gli avrebbe dato sicuramente più tempo per poter escogitare qualcos’altro o trovare nuovi investitori!

  • ITALI-LORI-MONTI

    condoglianze -.-

  • cactus

    ..eee sembra che per questa volta l’abbiamo scampata bella. 😀

    Senza addentrarsi troppo nei dettagli ma affermano (nel blog ufficiale) verranno spiegati meglio nelle prossime settimane mentre maturano decisioni sul da farsi prossimo venturo AltspaceVR resterà online (anche se molto probabilmente con un numero ridotto di server attivi).

    Tra tutti, l’incipit/citazione scelto da techcrunch è probabilmente quello che mi resterà impresso di più a lungo: “What is dead in VR may never die”