Parlando di hardware, innovazione, miglioramenti e, in generale, progresso tecnologico, siamo in grado di osservare la crescita del medium ed ammirarne ogni sua sfaccettatura. Ma d’altro canto, perdiamo di vista quelli che sono i veri problemi di tutti i giorni, quelli che affliggono centinaia di persone che posseggono un HTC Vive od un Oculus Rift: la comodità. Io per primo, abitando in una zona umida, soffro tremendamente il problema del sudore. Una volta indossato il Vive, è una questione di minuti prima che intorno ai miei occhi si formi quella fastidiosa sensazione che mi spinge a togliere il visore per asciugarmi la faccia e pulire le lenti. E’ frustrante dover interrompere la propria esperienza per questo motivo, ed è infatti uno dei principali problemi che impedisce alla gente di godersi la propria attività virtuale per un tempo prolungato. E’ strano pensare che nessuno, al momento in cui è stato progettato il visore, abbia pensato ad un sistema che risolvesse il problema.

Ci ha pensato una piccola startup a venire in nostro soccorso con ViveNchill. Si tratta essenzialmente di due piccole ventoline applicate nella parte superiore del visore. Nulla di complicato. Invece di creare un sistema per espellere l’aria calda dall’interno verso l’esterno, cosa ben più complessa e dispendiosa, hanno pensato di ventilare la zona superiore della testa. L’idea è quella di dissipare il calore dalla circolazione sanguigna della fronte, così da diminuire il calore che si forma all’interno e quantomeno ritardare in modo sensibile la formazione di aloni e sudore. Hanno optato per questa soluzione perchè agire dall’interno del visore porta ad una serie di problemi non indifferenti: prima di tutto, lo spazio disponibile non è moltissimo, e applicare delle ventole avrebbe portato al rischio di secchezza del bulbo oculare e soprattutto avrebbero causato semplicemente il ricircolo della stessa aria già scaldata. In futuro ci si augura che soluzioni per ovviare al problema vengano integrati direttamente ai visori, ma fino ad allora, per coloro proprio non possono soffrire la cosa, possono tenere in considerazione l’idea di provare qualcosa di simile.