Durante uno degli show che hanno preso atto al Google I/O 2017, sono uscite delle statistiche davvero esaltanti, le quali mostrano che tipo di impatto e quanta copertura hanno le applicazioni prodotte dalla compagnia. Pensate che esistono ben 800 milioni di utenti per Google Drive ed oltre 500 milioni di utenti per Google Foto. Per quanto riguarda l’hardware invece, l’azienda è riuscita a raggiungere l’incredibile numero di 2 miliardi di device attivi targati Android. Dopo aver fatto il punto della situazione, il CEO di Google, Sundar Pichai, ha continuato a parlare della visione tecnologica che si sta portando avanti nella sua azienda. Per introdurre Google Lens, Pichai ha dichiarato che sin dal 2010 la tecnologia è riuscita a migliorare di tanto la qualità delle fotografie. Ad esempio ora è possibile fotografare anche un bambino che gioca a baseball dall’altra parte della recinzione, evitando che quest’ultima sia presente nello scatto.

Google è nato quando si è presentato il bisogno di capire i testi e le pagine web, il fatto che i computer possano capire immagini e video ha una profonda connessione con una delle nostre missioni principali. Google Lens è un’applicazione che permette a l’utente di analizzare virtualmente cosa sta vedendo, attraverso la telecamera del suo dispositivo, e decidere come comportarsi in base alle informazioni che ha appreso.

Così Pichai ha deciso di definire sul palco la nuova applicazione della sua azienda, accompagnando lo spettacolo con qualche esempio pratico. Si potrà puntare il proprio dispositivo verso un fiore per capire di che tipo di fiore si tratta, inquadrare il proprio router per permettere la connessione evitando di inserire la fastidiosa password così tanto facile da dimenticare, mirare la facciata di un ristorante per sapere che voti ha e conoscerne il menù, e tanto altro ancora. In generale Google Lens sembra essere quella solida realtà aumentata che molti sono tanto desiderosi di vedere e utilizzare nel quotidiano. Immaginate di poter avere questo tipo di tecnologia e di usarla attraverso dei comodi e leggeri occhiali da vista, sarebbe davvero fantastico non credete? Visione di un futuro che, a detta di Michael Abrash, programmatore AR di Oculus, potrebbe essere distante solo 5 anni.

A proposito dell'autore

Andrea

Entra a far parte del mondo dei videogiochi grazie alla mitica Playstation con uno dei giochi più belli di sempre: Hercules. Dopo aver raggiunto la tenera età di 23 anni decide di continuare a seguire le sue passioni ed entrare a far parte del mondo del gaming. Titoli preferiti: Uncharted, God of War e Metal Gear Solid. Cerca di tenersi al passo con i tempi concentrandosi sulla realtà virtuale.

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