L’anno scorso, al Gamescom, ho avuto l’occasione di conoscere alcuni membri della Stormborn Studio, l’azienda italiana a lavoro su Runes: The Forgotten Path. Poco meno di due settimane fa, hanno anche dato il via alla loro campagna Kickstarter, dove potrete trovare maggiori informazioni sulla roadmap, gli obiettivi e le features del prodotto finale. In vista di quest’occasione, che sancisce una nuova tappa del processo di sviluppo del gioco, noi di VR Gamer abbiamo voluto mettere le mani sulla loro ultima beta per scoprire cosa stanno combinando. Avevo abbandonato la mia avventura da mago combattendo contro misteriose entità, adesso invece mi sono ritrovato in un ambiente più rilassato… almeno così credevo. In questa beta sono stato introdotto in modo superficiale alla storia del gioco. Mi sveglio all’interno di uno studio magico, con un caminetto, una scrivania e scaffali con oggetti di ogni tipo. Un quadro, raffigurante un uomo anziano e dai tratti quasi sintetici è l’unico aiuto che riceviamo, ed è lui a spiegarci perchè siamo finiti qui dentro. Leth, il protagonista che impersoneremo, era un potente mago che, per ragioni misteriose, è stato incarcerato nell’Oblivion, una prigione del sonno dove la mente delle persone viene rinchiusa, privato sia della memoria che dei suoi poteri. Quest’uomo però non è uno sprovveduto, poichè è già stato rinchiuso una volta nell’Oblivion, e il vecchio del quadro ci spiega che in quella prima occasione, Leth aveva lasciato alcuni indizi per sé stesso, nel caso dovesse essere imprigionato nuovamente, per poter fuggire. La prima parte del gioco è incentrata esclusivamente sulla risoluzione di enigmi, e per non rovinare l’esperienza di chi un giorno volesse giocare a Runes, eviterò di fare spoilers, ma mi sento in dovere di anticiparvi alcune meccaniche di gioco che ho trovato assolutamente strepitose. La prima è sicuramente il sistema di magie. Premendo il pad del controller, il tempo si fermerà e appariranno di fronte a noi dei globi luminosi. Muovendo la mano, essa lascerà una scia di luce con la quale è possibile tracciare dei simboli nell’aria. Ciascuno di essi rappresenta un incantesimo preciso ed è possibile farlo con entrambe le mani, quindi possiamo decidere di avere due incantesimi diversi contemporaneamente. Sembra una cosa banale, ma poichè i simboli sono piuttosto semplici da memorizzare, ogni volta che voglio accedere ad un incantesimo, sento di farlo come se fossi effettivamente un ammaestratore dell’arcano, cosa che ha contribuito molto all’immersione. In questa beta avremo solo due incantesimi, ma nella release finale ce ne saranno molti di più.

L’altra meccanica è quella dei pioli e del martello: posizionando i primi su una superficie e colpendolo col secondo, è possibile creare una scala praticamente ovunque. Questa cosa mi ha fatto impazzire, perchè è una di quelle trovate che sfrutta appieno il grado di libertà che può offrire la VR, permettendomi di esplorare zone rialzate dove non avrei mai sperato di poter arrivare. Come vi avevo anticipato, questa beta è divisa in due fasi, e mentre la prima è concentrata unicamente sull’aspetto enigmatico, la seconda prende piede in un clima decisamente più teso. Vi è piaciuto Slenderman? Preparatevi, perchè la sensazione sarà quella, solo che dovete immaginare la cosa in VR e in un’ambientazione meno buia. L’obiettivo è seguire gli indizi sparsi in giro per questa foresta per scoprire come poter recuperare i frammenti di una misteriosa maschera senza che un’entità oscura ci raggiunga. Quest’ultima però teme il nostro giudizio, e fintanto che la osserveremo, essa starà ferma. La sfida è molto più complessa di come ve la sto raccontando, perchè un po’ per il sistema di movimento 4th wall e un po’ perchè in VR se vuoi interagire con qualcosa è molto facile dare le spalle alla creatura e basta qualche istante per sentire il suo fiato sul collo, anche perchè è molto più veloce a muoversi di quanto possiamo immaginare, e mi ci sono voluti diversi tentativi e tanta voglia di scoprire per riuscire a sconfiggere la creatura. Prendendo in esame la primissima demo e quest’ultima che ho provato, sono assolutamente convinto che i ragazzi di Stormborn Studio stiano lavorando ad un gioco VR probabilmente fra i più promettenti, e non mi riferisco solo al suolo italiano, sia per il potenziale narrativo, generato in modo estremamente naturalmente attraverso un sistema ad enigmi a causa della memoria perduta del protagonista (cosa che non è difficile da immaginare visto che noi effettivamente non possiamo avere idea di quali siano le sue memorie), sia a livello di interazione, poichè hanno saputo creare la sensazione di essere effettivamente in un mondo magico, anche grazie a molte altre chicche che non voglio spoilerare a nessuno. Auguriamogli buona fortuna per questo Kickstarter e non vediamo l’ora di ammirare tutti i risultati che riusciranno a raggiungere.