Ormai di esperienze VR ne abbiamo davvero tante e, per questo, alcuni sviluppatori stanno cercando metodi alternativi per sfruttare la realtà virtuale. Un po’ per caso, qualche giorno fa mi sono imbattuto in Cocos Shark Island, un documentario che vi proietterà in prima persona in un viaggio nell’isola del Cocco, a circa 500 km al largo della Costa Rica, situata proprio nel cuore dell’Oceano Pacifico. Il nome di questa terra è stato dato dall’esploratore Jacques-Yves Cousteau il quale, a sua volta, l’ha definita come l’isola più bella del mondo. I suoi fondali sono ricchi di un fiorente ecosistema marino e, soprattutto, di predatori davvero temibili: gli squali. Nell’avventura avrete la possibilità, non solo di conoscere, ma anche di ammirare queste acque tropicali e tutti i suoi segreti a 360 gradi. Alchemy VR, studio creatore dell’opera, cerca di portare l’utente in un racconto formativo ma allo stesso tempo divertente. Potremo definire l’intero prodotto come un nuovo metodo di apprendimento, anche se c’è sicuramente qualcosa da migliorare.

L’esperienza si svolge prevalentemente sott’acqua e, dunque, ammirare la fauna marina con i suoi vari comportamenti non è mai stato così affascinante. Purtroppo, però, ci sono dei limiti abbastanza vistosi: immergervi in questa avventura non sarà tanto semplice anche perché, a livello grafico, il documentario in alcuni casi è parecchio sfocato, complice anche la luce del sole che, passando attraverso l’acqua, va a cozzare sulla telecamera dei subacquei.

Quando vi sposterete avrete la sensazione di nuotare veramente. 

In ogni caso i movimenti a 360 gradi sono fluidi e vi garantiranno un’intera panoramica della zona. Alcune immagini o inquadrature sono ben fatte, tanto che, quando vi sposterete, avrete la sensazione di nuotare veramente o addirittura spostarvi tra gli scogli sommersi. Sarà comunque facile riconoscere le varie razze di animali, e, soprattutto, rendervi davvero conto delle effettive dimensioni di questi predatori.

Voi, l'oceano e la fauna marina.

Voi, l’oceano e la fauna marina.

Passiamo dunque a ciò che interessa maggiormente gli utenti: la parte tecnica dell’opera. Il motion sickness, superati i primi minuti del gioco, svanisce come per magia. Avrete la sensazione di galleggiare veramente nell’acqua, come se quello che sta accadendo intorno a voi fosse davvero reale. Personalmente ho provato il gioco sia in piedi che seduto, senza notare nessun tipo di cambiamento.

La lingua è unicamente in inglese.

Il titolo si lascia godere nella sua più totale naturalezza, cullati dal mare e dalla voce fuori campo. Su quest’ultima c’è un problema che riguarda la lingua che purtroppo è unicamente in inglese, e gli utenti che non ne masticano, dunque, avranno parecchie difficoltà e, in alcuni casi, anche i più esperti potranno non capire determinati termini tecnici. La durata complessiva è di circa dieci minuti, il che ha precluso tantissime scene che sarebbero potute diventare interessanti.

Alcune riprese daranno davvero l'impressione di essere sul posto.

Alcune riprese vi daranno davvero l’impressione di essere sul posto.

In conclusione, Cocos Shark Island è un interessante documentario che poteva sicuramente osare di più, approfondendo meglio l’argomento. Una manciata di minuti ed un’immersione alcune volte interrotta da immagini sfocate è davvero troppo poco per immedesimarsi a fondo nell’esperienza. In ogni caso c’è da dire che Alchemy VR ha avuto davvero coraggio a proporre agli utenti Sony un prodotto istruttivo, utile per apprendere qualcosa di nuovo con un metodo diverso. Sicuramente questo modus operandi potrebbe essere sfruttato anche per altri argomenti, magari a tema storico, come la possibilità di vivere virtualmente alcune delle guerre più conosciute di sempre. Le potenzialità sono infinite, c’è da vedere che direzione si prenderà in futuro. Purtroppo non ci sentiamo di promuoverlo totalmente, ma sicuramente le basi per creare qualcosa di molto più promettente ci sono.

Cocos Shark Island: la Recensione di VR Gamer
2.0Punteggio totale