In questi giorni Facebook sta tenendo delle conferenze con gli sviluppatori a San Joe, oggi è il secondo giorno e il discorso principale affrontato dal CTO Mike Schroepfer è stato riguardo il tema realtà virtuale con intervento di vari esperti delle aziende collaboratrici del colosso dei social. Egli ha iniziato semplicemente ricapitolando i progressi della squadra Oculus di Facebook, con aggiunta di alcuni progetti con Samsung. Ha chiuso la sua emozionante introduzione annunciando un nuovo tipo di dispositivo input per realtà virtuale che sia in grado di utilizzare addirittura impulsi provenienti direttamente dal cervello invece di un controller fisico.

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Ecco come si presentava la conferenza riguardo il nuovo dispositivo di brain interface in VR

Schroepfer ha aggiunto che Oculus Touch è certamente uno straordinario pezzo di hardware, ma come potrebbero cambiare le nostre abitudini prendendo in considerazione la possibilità di vivere in un mondo in cui si possa interagire con la realtà virtuale utilizzando nient’altro se non la propria mente? Tutto ciò potrebbe rappresentare una svolta, forse quella finale, per la VR e a parlarne in modo più dettagliato hanno chiamato Regina Dugan capo del team di ricerca e sviluppo misterioso di Facebook che ha dichiarato di rilasciare ulteriori informazioni in futuro circa quella che potrebbe essere una scoperta veramente interessante e innovativa per questo settore.

 

A proposito dell'autore

Alessia

Appassionata videogiocatrice dai tempi della PS1 con Crash Bandicoot, Medievil e Tekken, segue questo fantastico mondo fino ai giorni nostri spaziando tra vari generi: troviamo tra i suoi titoli preferiti la saga di Metal Gear, Heavy Rain, Fallout3 e Gears of War. Si affaccia anche al mondo online competitivo con League of Legends e Overwatch. Vede la realtà virtuale come una fantastica occasione per vivere e creare esperienze totalmente nuove e magari combattere al fianco degli eroi che ha sempre amato.

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  • Ombra Alberto

    Fb si unisce ad altri team che stanno lavorando a dispositivi simili. Paradossalmente le tecnologie che ci faranno muovere in realtà virtuale saranno le stesse tecnologie che permetteranno di muovere arti artificiali a chi ha perso gambe braccia e mani.. Alla fine il cerchio si chiude.

    Vedremo quale prodotto sara’ il migliore tra tutti.
    Non vedo l’ora per questa tecnologia.

    (p.s. preparatevi ad avere la pubblicità sparata direttamente il cervello)

    • level-up

      bha…..a me la VR com’è ora mi piace, cioe’ mi muovo in modo naturale…
      sono l’unico al mondo a cui non piace quella con lettura mentale?

      • Eric

        Credo che “usare gli impulsi del cervello” venga inteso come sostituto dei sensori che usiamo solitamente. Ciò significherebbe che dovremmo continuare a muoverci fisicamente nella realtà ma senza l’ingombro dei sensori odierni.
        Anche perché altrimenti credo sia difficile attivare volontariamente determinate zone del cervello: non credo che pensare di muovere la mano equivalga a muoverla effettivamente (a livello di onde cerebrali).
        Dico questo perché in un certo senso l’ho provato sulla mia pelle: a causa di un incidente il mio nervo che controlla il bicipite non ha più risposto per qualche anno e vi posso assicurare che pensare a contrarre il bicipite è contrarlo effettivamente sono 2 cose totalmente diverse.

        • level-up

          E qui poi sorgono i problemi come il camminare….bho…

        • cactus

          Al momento quello allo studio pare essere più una sorta di dittafono cerebrale; l’obiettivo (almeno quello dichiarato dalla Dugan) è di essere in grado di riconoscere parole pensate dall’utente.

          Seguendo l’analogia da te riportata al momento cercano di poter arrivare ad intercettare l’utente che volontariamente e prosaicamente pensa “stringi mano destra” o “apri allegato” piuttosto che intercettare il comando motorio inconscio vero e proprio che la nostra mente invia ai muscoli della mano per formare un pugno o cliccare il pulsante del mouse.

          É comunque in effetti una ricerca nella direzione della lettura del pensiero cosciente.

          • Eric

            Ho visto anche io il video (dopo aver commentato) ed effettivamente era più legato al dittafono cerebrale e a funzionalità attivate volontariamente che all’interazione con mondo VR. Il mio commento è nato inizialmente dalla fuorviante immagine pubblicata nell’articolo tratta dalla parte introduttiva di Schroepfer che fa pensare più ad un “controller” cerebrale.
            Credo comunque che nel caso del controllo tramite il pensiero cosciente si riesca ad avere un sistema molto più lento di quello che attualmente riusciamo a fare con i nostri vecchi sensori o nella realtà.
            Se immagino di dover rendere cosciente ogni azione che faccio in un determinato momento (scrivere alla tastiera, guidare, mangiare, giocare a un FPS) credo che sarei velocemente affaticato e lentissimo: credo che cominciamo a diventare veloci nel fare le cose una volta che le interiorizziamo molto e fanno parte della nostra memoria muscolare e della nostra parte inconscia.
            Il discorso della Dugan diventa interessante quando cerca di affrontare la difficoltà di esprimere la complessità del pensiero umano tramite il “solo” linguaggio e quando propone qualche spunto su estensioni della maniera di comunicare (tanto da arrivare alla telepatia digitale?). Discorso interessante, tanto da scriverci un bel libro di fantascienza, ma forse al di là delle nostre capacità (attuali e future).
            Per chi fosse interessato il video l’ho visto al seguente indirizzo: https://www.facebook.com/FacebookforDevelopers/videos/10154616829398553/

      • Ombra Alberto

        No non sei l’unico al mondo.. A me piace e non vedo l’ora che sia possibile.
        Controllare un meccanismo per via cerebrale non vuol dire leggere la mente.

        Quindi non vedo l’ora che ci sia questa possibilità.

    • Alessia “Ally” Giammarino

      Ciao Alberto, infatti non vedo l’ora di vedere cosa saranno in grado di creare… mi interessa tantissimo l’interazione della VR con il nostro cervello.

  • mmorselli

    Ma è solo vaporware, non è certo l’esigenza più sentita dagli utenti VR, ma fa sempre figo parlare interfacce neurali, magari al grafene quantico con scappellamento a destra.

    Esistono da anni prodotti consumer con interfacce neurali per il PC, inutili quanto i comandi vocali, con la differenza che i comandi vocali non richiedono nessuno sforzo, quelli neurali sì, e parecchio anche.

    Ma comprarsi la Virtuix o la Cyberith e aiutarle a raggiungere il mercato consumer no, eh? Troppo facile…

    • Alessia “Ally” Giammarino

      Ciao mmorselli, in effetti potrebbe essere così, l’ennesima trovata per sbalordire gli utenti ma che poi alla fine si rivela superflua. Spero invece che sta volta riguardi una tecnologia davvero utile a migliorare l’esperienza in realtà virtuale, e renderla ancora più coinvolgente.