Di certo non parliamo di una visione totalitaria, sia chiaro: Robert Yang è uno sviluppatore indie noto per i suoi giochi puramente dedicati al mondo gay. Egli infatti si rivolge al suo pubblico, cercando di raccontare, tramite meccaniche semplici e quotidiane, un sottotesto profondo e ben elaborato. Alcuni degli esempi dei suoi giochi sono Hurt Me Plenty, dove si parla di negoziazione di potere in una coppia, oppure Rinse and Repeat, il quale scopo del gioco è lavare degli uomini nudi all’interno di alcune docce. Le esperienze VR che confeziona sono brevi ma complesse, ognuna con più strati di significato, sfruttandoli per esplorare e raccontare le esperienze gay in America

Sto cercando di parlare alla gente gay riguardo cose gay. Purtroppo però è difficile sentirsi di successo quando i Youtubers etero appiattiscono i miei lavori, eliminando il sottotesto e sfruttando il gioco solo per soldi.

Sono parole chiare quelle di Robert Yang: un esempio del suo discorso può palesarsi su Stick Shift, gioco in cui il giocatore deve masturbare un’automobile, senza farsi prendere dalla polizia. Questo succede esattamente, nel gioco, il 48% delle volte: la stessa percentuale che segna la percentuale di violenze subite da sopravvissuti LGBT che hanno subito una cattiva condotta da parte della polizia.

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Una forma estrema, può nascondere un sottotesto inimmaginabile.

La visione di Robert Yang della tecnologia e della realtà virtuale è però particolare: egli pensa a creare arte oscenamente gay, sperando che gli omofobi smettano di giocare titoli VR, convincendoli che tutta la tecnologia è dedicata ai gay.

La tecnologia, in fin dei conti, rovina ogni cultura che tocca. Stranamente, per un po’ di tempo, sembra che la VR sia discretamente coerente e poco remunerativa, quindi ci si possono trovare dei bei pezzi d’arte.

E voi cosa ne pensate? La sua visione, seppur molto radicale, si rispecchia nella vostra visione della realtà virtuale? Pensate che a breve esploderà e diverrà di massa, oppure forse, come dice Yang, è meglio che rimanga una tecnologia di nicchia e quindi, per ragioni puramente di lucro, più pura di altre forme d’arte che permettono di ricavare larghe masse di soldi?

A proposito dell'autore

Amante della saga di Metal Gear e del genere Fantasy e Sci-Fi, sogna di poter entrare, un giorno, in una realtà virtuale full immersive, un po' come in Sword Art Online... evitando magari il piccolo problema della morte in game.

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