Spazio, ultima frontiera. Così recitava l’inizio di Star Trek, una delle serie fantascientifiche più iconiche degli anni ’60. Pur non essendo ancora arrivati ai livelli tecnologici raccontati nei telefilm, possiamo tranquillamente consolarci con la realtà virtuale, che può, almeno in parte, regalarci le stesse sensazioni. Così ho deciso di andare su Marte con Unearthing Mars, ho indossato il visore come un astronauta farebbe col casco e sono decollato in questo viaggio. Durante l’istallazione ho fantasticato sul titolo e sull’idea di trovarmi, seppur non fisicamente, in un posto distante anni luce da me. L’opera multimediale, sviluppata dai ragazzi di Winking Entertainment, prova a ricalcare, se non addirittura superare, quello che abbiamo potuto ammirare con The Martian: VR Experience, mantenendo comunque un’anima propria e distinta. Il pianeta rosso è sicuramente una delle mete più ambite dall’essere umano e, per questo motivo, ci sembra scontato dire quanto sia stata suggestiva l’intera esperienza.

I pretesti per intraprendere questo viaggio sono tanto semplici quanto funzionali: i resti del satellite Phobos sono andati dispersi sul pianeta, dovrete vestire i panni di un copilota che, insieme al Capitano Katherine, dovrà risolvere l’intera faccenda. Oltre a ciò, data la natura prettamente narrativa di Unearthing Mars, mi limiterò solamente a dire che l’esperienza si svolgerà, con ritmi troppo irregolari, all’interno dei dieci capitoli di gioco, ognuno unico e caratterizzato da meccaniche proprie. In questo modo il team di sviluppo, oltre ad offrire più esperienze in un unico prodotto, mostra una panoramica diversificata sulle vere potenzialità del PlayStation VR. Passerete dal classico walking simulator, dove potrete però spostarvi con il teletrasporto, fino ad arrivare agli sparatutto e ai puzzle game. In mezzo a tutto questo non possiamo certamente negare il fatto che Winking Entertainment abbia fatto un lavoro davvero ben strutturato e, in un certo senso, originale.

I primi minuti di gioco vi serviranno esclusivamente per immedesimarvi nell’esperienza.

La produzione però ha dei punti deboli piuttosto fastidiosi a livello tecnico. I primi minuti di gioco vi serviranno esclusivamente per immedesimarvi nell’esperienza e, purtroppo, questo periodo è caratterizzato da filmati con doppiaggi abbastanza piatti e privi dell’effettivo pathos di cui necessitano. Altro difetto abbastanza evidente è la divisione in dieci livelli: non vivrete mai la sensazione di sbarcare su un nuovo pianeta o di salire in prima persona sull’astronave. Queste sezioni sono coperte dalle schermate di caricamento che dividono i vari capitoli, e di riflesso, spezzano il senso di immersione nell’avventura, cosa che sappiamo essere fondamentale per un titolo che sfrutta la realtà virtuale.

Ecco il Capitano della spedizione.

Ecco il Capitano Katherine, quest’ultima vi accompagnerà durante l’avventura. 

Dopo la prima mezz’ora che vi vedrà unicamente come spettatori, all’infuori del poter interagire con qualche elemento, inizierete a prendere un controllo più attivo di entrambi i personaggi. Qui inizierà il vero cambio di passo della narrazione che, almeno in parte, è riuscita a rendere più gustoso il proseguo dell’avventura. Ultima nota dolente è che, nonostante la volontà di proporre diverse esperienze in un unico prodotto, la longevità non si discosta molto da quella dei suoi competitor in realtà virtuale. La rigiocabilità non è neanche troppo incentivata, tranne dal fatto che potrete selezionare direttamente il vostro livello preferito e riviverlo quante volte volete. Il videogame, più che tale, è da valutare come un vero e proprio film interattivo, e, anche in relazione all’esiguo costo, possiamo concludere che non è andata poi così male.

Durante le circa due ore del viaggio vi ritroverete a compiere esperienze diverse, ma spesso lineari e fini a se stesse

Per giocare saranno necessari i classici PlayStation Move e, per questo, capirete che potrete interagire solo con determinati elementi dello scenario. Durante le circa due ore del viaggio vi ritroverete a compiere esperienze diverse, ma spesso lineari e fini a se stesse, coadiuvate da una trama frammentaria che manca di impatto emotivo. Il rapporto tra i due protagonisti, infatti, poteva essere maggiormente approfondito, in quanto il capitano raccontando più volte la sua storia e le sue preoccupazioni ne avrebbe dato spunto, invece, purtroppo, lo farà ma in modo piuttosto superficiale. Le circostanze, in ogni caso, mostrano sempre ampio margine di miglioramento, anche se questo non fa altro che mettere in evidenza una reale mancanza di sostanza, soprattutto per la prima metà dell’avventura in cui dovrete svolgere compiti banali che si limitano ad andare da un punto A ad un punto B. Il gameplay si risveglia negli ultimi capitoli, nei quali il gioco comincia a mostrare i muscoli con puzzle ambientali stilisticamente davvero ben fatti e una sequenza sparatutto che si dimostra divertente. Il tutto culmina in un finale insapore, con una bella traccia musicale a dir poco epica che cercherà di coinvolgere anche se, purtroppo, questa immedesimazione risulterà difficile.

Unearthing Mars è un gioco tutto da scoprire.

Unearthing Mars dal punti di vista tecnico è molto convincente. 

Siamo arrivati alla parte fondamentale della recensione: il gioco funziona? Partiamo dal presupposto che non ho avvertito nessuna sensazione di motion sickness, quindi la mia personale esperienza si è svolta senza problemi e malori. L’opera può essere giocata indifferentemente sia da seduti che in piedi, valutate voi quale sia la scelta migliore a seconda della situazione, anche perché una corretta e coerente postura vi aiuterà nell’immedesimazione. Sfruttare i 360 gradi in alcune occasioni non è fondamentale, poiché non sempre ci saranno scene così suggestive da attirare la vostra attenzione. Sostanzialmente vi ritrovate su un pianeta rosso, desertico e montuoso; se cercate paesaggi vivi e fiabeschi probabilmente avete sbagliato titolo. Questa funzione che poteva essere tranquillamente maggiormente sfruttata nelle sezioni spaziali non avviene, anche perché stando dentro una navicella avrete i paesaggi sempre coperti o visibili solo da alcune vetrate.

Per quanto il livello tecnico sia ottimo, si avverte fin dal primo momento che non viene sfruttato il fattore VR, almeno non come dovrebbe

Come dicevo, una delle cose più positive di tutta l’esperienza è che, non avvertendo la sensazione di motion sickness, ho potuto giocare sessioni abbastanza longeve senza stancarmi, sia fisicamente che mentalmente. Questo comunque non aiuta il senso di immersione, troppo spesso spezzato dai vari caricamenti tra un livello e l’altro e dalla mancanza reale di filmati che collegano gli avvenimenti. Come detto in precedenza l’idea della divisione in capitoli unici è bella, ma in questo caso non viene sfruttata a dovere e poteva essere fatto sicuramente qualcosa di meglio. Purtroppo la reale mancanza del gioco è quella di essere privo di sequenze che collegano i vari avvenimenti, spezzando così trama, coinvolgimento e narrativa. Per quanto il livello tecnico sia ottimo, si avverte fin dal primo momento che non viene sfruttato il fattore VR, almeno non appieno come dovrebbe. Sarebbe bastato veramente poco per rendere memorabile questa avventura ma, purtroppo, questo non è avvenuto.

Camminare su Marte non è mai stato così semplice.

Durante l’avventura riceverete delle visite inaspettate. 

In conclusione, Unearthing Mars, è un mix di buone idee ma sviluppate in maniera troppo superficiale. Il team di sviluppo ha voluto creare qualcosa di nuovo dando più esperienze contemporaneamente. Purtroppo nessuna di queste riesce a distinguersi poiché, anche se l’immediato divertimento è tangibile, non avrete nessuna voglia di riprendere in mano il videogame una volta terminato. Come detto in precedenza però, questo titolo va preso come un film interattivo, e la voglia di creare questo tipo di genere ci piace, purtroppo però bisogna dare qualcosa di più sotto l’aspetto contenutistico. Non ci riferiamo alla longevità o al gameplay: il problema sono una narrativa che singhiozza, un viaggio piatto che si scontra con la teorica epicità di andare su Marte e la più totale assenza di interazione, almeno nei primi capitolo di gioco. Il videogame, se fruito durante la prima run, risulterà comunque divertente e godibile, soprattutto se vi lascerete cullare dalle musiche davvero importanti presenti nell’opera. Quest’avventura sul pianeta rosso meritava di essere trattata con più riguardo ma, in ogni caso, ci sentiamo di non bocciare totalmente il lavoro di Winking Entertainment perché le basi del prodotto ci sono. Il team dovrà continuare a fare esperienza e sfruttare meglio quelle che sono le reali armi e potenzialità della VR, insomma prendere maggiore dimestichezza con questa tecnologia e i suoi elementi chiave, ma siamo convinti che il loro prossimo prodotto, qualsiasi esso sia, farà tesoro di quanto appreso e riuscirà a brillare e a distinguersi come merita.

Unearthing Mars: la recensione di VR Gamer
5Punteggio totale

A proposito dell'autore

Patrizio

Patrizio è un profondo amante dei giochi di ruolo, sogna quindi di essere il protagonista di un'epica avventura in giro per qualche terra ricca di mostri e misteri. Crede nella realtà virtuale non solo legata all'ambito videoludico, ma anche in quello scientifico e medico. Per molti il lavoro di critico è semplice: si rischia poco ed è relativamente facile bocciare i vari prodotti. Adesso ci troviamo davanti ad un bivio dove, chiunque si trovi a svolgere questa professione, deve avere il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, prediligendo il futuro che avanza senza la paura di dover necessariamente scontrarsi col passato.

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  • ITALI-LORI-MONTI

    io di solito non soffro di nausea ecc…ma questa sottospecie di mini gioco mi ha fatto venire una forte nausea e mi sono sentito male ….mi ha anche fortemente bruciato il posteriore…il tutto no perché soffro i motion sicknes…ma perché questo prodotto(la chiamerei truffa) fa da vomitare l’ania!!!
    assieme a apollo 11 e the martian….uno peggio dell’altro….
    ci dovrebbero pagare per provare certe schifezze!!!hanno un bel coraggio!!VERGOGNA!!
    MI PRUDONO LE MANI!
    buona paskua a tutti :)

    • Davide

      Spero non sia costato molto.

      • ITALI-LORI-MONTI

        anche se me lo davano gratis è sempre una spesa!!(in salute lol)…15 euro ma la vera ladroneria è stato the martian a 20!!
        avevo il presentimento ,ma la curiosità ma fregato…adesso c penso su prima di prendere un altra fregatura :)
        buona paskua