Nella serata di ieri abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla cerimonia conclusiva del Premio Drago D’Oro 2017. Il Premio Drago D’Oro, promosso da AESVI e organizzato da Fandango, è il più importante riconoscimento italiano per le varie eccellenze nel mondo dei videogiochi. Giunto ormai quest’anno alla sua quinta edizione, l’evento ha celebrato i successi della scorsa stagione videoludica a livello internazionale, dedicando tuttavia ben quattro statuette ai titoli realizzati esclusivamente in Italia. Un allestimento in grande stile, con tanto di red carpet, è stato la cornice perfetta che ha sottolineato come i videogiochi, anche nel nostro paese, non siano più solamente un passatempo infantile, riuscendo a elevarsi a medium artistico e forma di comunicazione espressiva. L’importanza dell’occasione è stata sottolineata anche dalla presenza di ospiti illustri come Fumito Ueda, celebre game designer giapponese e autore del recente The Last Guardian, e di Hajime Tabata, director dell’ultimo Final Fantasy XV. La conduzione della serata è stata affidata a Rocco Tanica e Lucilla Agosti, i quali sono riusciti solo a tratti nell’impresa di facilitare lo scorrere delle ventitré premiazioni. La giuria, composta da firme autorevoli della stampa generalista e specializzata, ha visto nel ruolo di Presidente il giornalista de Il Sole 24 Ore, Luca Tremolada.

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Tutte le code del Premio Drago D’Oro 2017

Considerata la natura della nostra testata, mi limiterò a riferire quali sono stati i premi assegnati nelle varie categorie, analizzando con cura invece l’impatto delle tecnologie virtuali sulla scena videoludica italiana, le quali troppo spesso sono state considerate solamente come la strana novità del momento. Le premiazioni sono state inaugurate con la consegna del Premio alla Carriera per Fumito Ueda, il quale si è detto particolarmente onorato per il riconoscimento, affermando che questo è il primo alloro ricevuto dedicato esclusivamente alla sua carriera. La prima serie di statuette consegnate ha visto come vincitori Firewatch di Campo Santo Productions per la Migliore Sceneggiatura e di Overwatch per il Miglior Gameplay. Per ritirare i due riconoscimenti successivi, Miglior Colonna Sonora e Miglior Personaggio, sono saliti sul palco il compositore, Takeshi Furukawa, e il Music Producer, Tomonobu Kikuchi, responsabili della colonna sonora di The Last Guardian, titolo che ha conquistato anche il secondo premio grazie al grifone Trico. Successivamente è stato il turno dei premi dedicati ad una specifica tipologia di prodotto. Dark Soul III ha vinto come Miglior Videogioco di Ruolo, Titanfall 2 come Miglior Sparatutto, Civilization VI come Miglior Gioco di Strategia, Inside come Miglior Videogioco Indie e Forza Horizon 3 come Miglior Gioco di Corse.

Il titolo AR di Niantic ha vinto il premio per la Miglior App

Il titolo AR di Niantic ha vinto il premio per la Miglior App

Bisogna arrivare al premio per il Miglior Videogioco Sportivo, vinto da NBA 2K17, per trovare la prima nomination per un titolo VR. Stiamo parlando ovviamente di RIGS: Mechanized Combat League, titolo sviluppato da Guerrilla Cambridge in esclusiva per PlayStation VR. Nonostante non gli sia riuscito l’impossibile, sono stato particolarmente felice nel vedere l’apprezzamento per il titolo prodotto da Sony Interactive Entertainment. La serata è proseguita con la consegna del premio per il Miglior Platform, vinto da Super Mario Run, e del Miglior Titolo per la Famiglia a LEGO Dimensions. Da questo momento della premiazione le cose si sono fatte davvero interessanti, con il riconoscimento consegnato a Pokemon Go come Miglior App. Il titolo in Agumented Reality realizzato da Niantic è stato un vero e proprio fenomeno di massa, riuscendo nell’impresa di accendere un riflettore sulle tecnologie virtuali. Probabilmente non si tratta del miglior alfiere che si possa desiderare per rappresentare l’AR in Italia, tuttavia va riconosciuto il suo merito di essere arrivato con semplicità alla maggior parte del pubblico. La più grande sorpresa della serata è stata sicuramente la vittoria di Batman: Arkham VR per il Videogioco più Innovativo. Il titolo sviluppato da Rocksteady Studios ha superato la concorrenza di altri come Inside o Superhot, aprendo il sipario sui prodotti legati alla realtà virtuale.

La vera sorpresa è Batman: Arkham VR, vincitore del premio Videogioco più Innovativo.

La vera sorpresa è Batman: Arkham VR, vincitore del premio Videogioco più Innovativo.

La VR è diventata in questo modo una delle protagoniste della serata, grazie anche ad un articolo video di Roberto Buffa. Il filmato, che trovate di seguito, analizza a grandi linee il mondo che conosciamo molto bene, parlando dei tre principali visori di Oculus, HTC e PlayStation, riconoscendo al PSVR il merito del collegamento tra il mondo tecnologico e quello dei consumatori. Il discorso è partito dai titoli videoludici, come Resident Evil 7, Farpoint o Robinson: The Journey, per arrivare alle esperienze social di AltspaceVR e alle live stream in realtà virtuale.

Successivamente sono state consegnate le statuette per il Premio Drago D’Oro Italiano, che ha visto come vincitore Little Briar Rose per il Miglior Game Design. Lantern invece, titolo VR sviluppato da Storm in a Teacup, è stato nominato nella categoria Miglior Realizzazione Tecnica, riconoscimento vinto da Valentino Rossi: The Game di Milestone. The Town of Light, lavoro che presenta anche una componente VR di cui vi abbiamo già parlato, ha vinto il premio per la Migliore Realizzazione Artistica. Il Premio Drago D’Oro 2017 per il Miglior Videogioco Italiano è stato consegnato invece a Redout di 34BigThings.

L'Italia si riscopre capace di fornire meravigliose esperienze in realtà virtuale.

L’Italia si riscopre capace di fornire meravigliose esperienze in realtà virtuale.

Probabilmente uno dei titoli che esce sconfitto da questa edizione del Premio Drago D’Oro 2017 è proprio Uncharted 4, il quale ha ricevuto la penultima statuetta come Premio Speciale del Pubblico dopo aver ritirato quelle per il Miglior Gioco di Azione/Avventura per la Migliore Grafica. Nonostante le sue sette nomination il lavoro di Naughty Dog non sembra aver trovato la completa approvazione della giuria del Premio Drago D’Oro 2017. La serata si è conclusa con l’attesa premiazione per il Miglior Videogioco del 2016, premio consegnato direttamente nelle mani di Hajime Tabata per il suo Final Fantasy XV. Il titolo di Square Enix è riuscito a superare la concorrenza di molti altri prodotti, dimostrandosi ancora una volta il degno erede dell’ultima fantasia di Square. Arrivando a tirare le somme di questa esperienza possiamo dire che la realtà virtuale è ancora molto lontana dall’obiettivo prefissato, specialmente da quello auspicato da tutti i suoi sostenitori. Sicuramente le grandi multinazionali che stanno investendo in questo nuovo mercato ambiscono a riconoscimenti di maggiore rilievo, tuttavia non deve essere ignorato il piazzamento d’onore che è stato riservato alla VR nel corso di questa quinta edizione del Premio Drago D’Oro. Il 2016 è stato indiscutibilmente l’anno delle tecnologie virtuali, considerando anche la loro prima vera diffusione nel mercato consumer e l’Italia, nelle vesti dell’associazione AESVI, è riuscita a porgere il giusto omaggio. Ritengo che sia sciocco dimenticare che il mondo virtuale vive ancora di prototipi e di conversioni che si adattano a fatica con il mondo del gaming consolidato, seppure questi ultimi siano in grado di fornire nuovi mezzi e nuove modalità di approccio al panorama videoludico. La realtà VR in Italia è ancora una chimera se parliamo di grande pubblico, mentre le tecnogie AR vengono spesso accomunate dalla folla al solo Pokemon GO, questo è il grande pubblico con il quale abbiamo la possibilità di confrontarci. Il vero problema della VR, in misura maggiore in Italia, è che resta limitata per ora ad un numero ristretto di addetti ai lavori, mentre il grande pubblico dovrà essere informato a riguardo, ma cosa ancora più importante dovrà interessarsi con mente aperta al tema in questione.

A proposito dell'autore

Enrico Nardacci
Staff Writer

Appassionato di videogiochi fin da tempi non sospetti, inizia il suo percorso con Doom II continuando ad appassionarsi a generi sempre differenti, passando dai picchiaduro fino alle avventure grafiche. La sua attenzione si focalizza in modo particolare sulle storie, sulle loro implicazioni, sul modo di narrarle e soprattutto sul peso delle decisioni che si possono prendere al loro interno. Ora che la realtà virtuale gli permette di immergersi completamente in questo mondo, vuole capire quanto sia profonda la tana del Bianconiglio.

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