Ieri è ufficialmente iniziato a Dallas il processo Oculus VR contro ZeniMax Media. Nel 2013 si scatenò un bel putiferio tra le due aziende a causa di alcune accuse riguardanti il furto di idee. John Carmack, al tempo, assisteva il giovane Luckey nello sviluppo del loro visore, ma c’era un problema: sempre in quel periodo, Carmack lavorava ufficialmente per ZeniMax, la quale afferma di aver creato la tecnologia dietro al visore, e che quest’ultimo l’avesse utilizzata per aiutare Oculus VR con il loro HMD. In seguito, Carmack abbandonò ZeniMax e si unì ad Oculus VR. Insomma, senza l’aiuto di ZeniMax, afferma l’azienda, l’Oculus Rift oggi neanche esisterebbe. Tutto ciò è continuato fino al 2014 quando Facebook ha acquistato Oculus VR per 2 miliardi di dollari, e al tempo la risposta di Oculus fu:

Queste lamentele da parte di ZeniMax è assolutamente univoca e concerne esclusivamente con l’interpretazione della vicenda da parte di ZeniMax. Continuiamo a credere che questo caso non abbia alcun fondamento, e affronteremo queste accuse in tribunale.

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Il processo Oculus VR contro ZeniMax relativo al furto di proprietà intellettuale potrebbero presto farci sapere come sono andate effettivamente le cose.

Quel giorno è quindi arrivato, e il processo è iniziato. L’avvocato da parte di ZeniMax è Tony Sammi, mentre Oculus e Facebook si affidano a Beth Wilkinson. Ci si aspetta di vedere in tribunale anche testimoni quali Mark Zuckerberg, secondo Sammi. Oggi invece, è stata rilasciata una nuova affermazione da parte di Oculus che recita:

Siamo ansiosi di presentare il nostro caso in tribunale. Oculus e i suoi fondatori hanno investito una grande quantità di tempo e denaro nella VR perché crediamo che possa trasformare radicalmente il modo di interagire e di comunicare. Siamo delusi dal fatto che un’altra azienda stia utilizzando questo contenzioso inutile per tentare di prendersi il merito per una tecnologia che non ha avuto la visione, competenza, o la pazienza di costruire.

Questa è la risposta contro le accuse di furto intellettuale. Il caso dovrebbe durare circa tre settimane, e sembrano esserci in ballo 2 miliardi di dollari, la stessa cifra che Facebook ha speso per comprare Oculus VR. La tensione accumulata in questi anni potrà quindi trovare sfogo al termine di questo processo. Non ci resta che attendere novità al riguardo.