Trixi Studios, un piccolo studio statunitense con sede a Chicago, ha appena distribuito il suo ultimo progetto, Phantogeist, su piattaforma Google Tango. Il titolo è un’esperienza che sfrutta la realtà aumentata, similmente a quanto fatto da tanti altri videogiochi che negli ultimi tempi hanno invaso il mercato mobile,  il più noto dei quali è sicuramente Pokémon Go, ma lo fa con alcune peculiarità. Phantogeist, infatti, si pone l’ambizioso e non comune obiettivo di introdurre meccaniche da FPS in un titolo AR. Il concept basilare del titolo è abbastanza semplice: impugnato il nostro smartphone, purché sia compatibile con Tango, partiamo finalmente per un’avventura in giro per la nostra città, assistiti da un amichevole alieno grigio. Il nostro scopo è quello di far fuori quanti più alieni ostili possibile, inquadrandoli e sparando attraverso il mirino a schermo. A parole sembra facile, ma possiamo assicurarvi che spesso non è così.

Phantogeist supporta la co-op locale: il secondo giocatore può ingaggiare esattamente le stesse creature che vede anche il primo, rendendo il titolo, di fatto, un’esperienza social condivisa fra due persone. Ma il gioco di Trixi Studios non si ferma qui: stando alle parole di Chip Sineni, fondatore e presidente dello studio, Phantogeist non è un semplice prototipo, ma un’esperienza completa, con una storia, presenza di multiplayer cooperativo, classifiche e diverse modalità survival. Secondo Sineni, inoltre, il titolo potrebbe anche aprire interessanti scenari futuri per quanto riguarda il mondo degli eSport, che potrebbe, in futuro, legarsi a doppio filo alla realtà aumentata, con due team reali che competono fra loro impugnando armi virtuali. Phantogeist supporta anche il motion-tracking di Tango, e genera nemici in grado di muoversi e reagire in maniera credibile a quanto accade nell’ambiente circostante. I titoli che sfruttano la realtà aumentata sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi mesi, forse anche sull’onda del successo di Pokémon Go: chissà se il progetto di Trixi Studios riuscirà a ritagliarsi un suo spazio?