L’universo. Spazio di pionieri e sognatori che, negli ultimi decenni dello scorso secolo, si sono lanciati in una spasmodica corsa alla sua esplorazione. Nel corso della storia, l’uomo si è da sempre interessato al cosmo, e lo ha raffigurato nelle proprie opere di finzione in ogni modo e contesto. Videogiochi, ovviamente, inclusi. Le produzioni a tema spaziale, negli anni, sono state tantissime e sempre molto amate, anche se la loro popolarità, perlomeno su PC e PS4, ha subito una notevole battuta d’arresto dopo il caso No Man’s Sky. Da allora, i possessori della console Sony, si chiedono chi riuscirà nel compito di far dimenticare loro le disavventure del titolo di Hello Games. Noi non abbiamo la sfera di cristallo per dirlo, ma EVE Valkyrie, erede di quel MMORPG fantascientifico mai troppo apprezzato che fu EVE Online, è sicuramente un buon candidato allo scopo. Il titolo di CCP Games è approdato negli ultimi giorni anche su PlayStation VR, dopo essere già stato positivamente accolto su Oculus Rift lo scorso aprile: si troverà a suo agio anche sul visore Sony?

Non è certamente un caso se il team di sviluppo ha deciso di rendere partecipe di EVE Valkyrie nientemeno che Katee Sakhoff, Kara Starbuck Thrace nella nota serie Battlestar Galactica. L’ultima fatica della software house islandese, fondata ben 19 anni fa ed ormai consolidata e affermata, è un atto d’amore nei confronti di tutti quei ragazzi cresciuti negli anni ’80 e ’90, ma anche delle nuove generazioni rimaste affascinate dall’ultimo, recente episodio di Star Wars, che ha reso mainstream la fantascienza e lo sci-fi, oltre ad aver avvicinato (o riavvicinato) in molti al genere, risvegliando un interesse generale mai del tutto sopito. Se vi riconoscete in questa definizione, c’è da scommettere che anche voi avete sempre avuto il sogno nel cassetto di tuffarvi, armi in mano, o per meglio dire cloche in pugno, a combattere nelle immense lande spaziali a colpi di armi e power-up futuristici, schivando proiettili laser e cercando di non finire distrutti in mille pezzi per poi rispondere immediatamente al fuoco, in frenetiche battaglie campali.

L’ultima fatica di CCP Games è un atto d’amore nei confronti di tutti quei ragazzi cresciuti negli anni ’80 e ’90, ma anche delle nuove generazioni rimaste affascinate dall’ultimo, recente episodio di Star Wars

La storia di EVE Valkyrie inizia con la vostra morte. No, non è uno scherzo: l’alter-ego che andremo ad impersonare altro non è che la coscienza di un pilota deceduto in battaglia, recuperata un istante prima che egli passasse a miglior vita, per essere sfruttata in ben poco onorevoli scopi bellici da un gruppo militare che, grazie a questa tecnologia, punta a formare un esercito composto da vere e proprie intelligenze artificiali immortali, piuttosto che da soldati in carne ed ossa. Il protagonista, fortunatamente, viene per miracolo tratto in salvo da Ràn Kavik, leader dei Valkyrie, un gruppo di ribelli interplanetari, ai quali si unirà da quel momento in avanti. Compito della bionda eroina è, sostanzialmente, introdurre alle meccaniche basilari tramite un tutorial sufficientemente esaustivo ma non troppo prolisso. Questo passo è indispensabile per cominciare a calarsi negli schemi e nella filosofia del gioco, anche se, una volta terminata la guida, la storia rimane perlopiù un piacevole sottofondo per tutta la durata del gioco, e si passa all’azione (e alla competizione) vera e propria.

Durante l'intera durata del gioco sarete membri dei Valkyrie, con nientemeno che Katee Sakhoff a farvi da guida!

Durante l’intera durata del gioco sarete membri dei Valkyrie, con nientemeno che Katee Sakhoff a farvi da guida!

L’unica parola d’ordine in EVE Valkyrie è immersione, e la visuale a 360 gradi di cui si può godere dal cockpit della propria nave consente di avere un controllo pressoché totale sull’azione circostante. Tanto per essere chiari e concisi, qui ci troviamo di fronte ad un titolo di stampo nettamente arcade, che non ha nulla a che vedere, ad esempio, con Elite o Everspace, spostati maggiormente verso la simulazione. In questo prodotto, invece, abbiamo a che fare con un sistema di controllo veloce e reattivo, ma al contempo sufficientemente preciso da consentire di governare sempre con una certa sicurezza il proprio mezzo spaziale. I comandi di base sono piuttosto semplici: un tasto per accelerare, uno per frenare, i grilletti dorsali per sparare con mitragliatrice e razzi o per virare lateralmente a destra o a sinistra.

Sarà soltanto quando avrete già trascorso un paio d’ore in compagnia del gioco che comincerete davvero ad apprezzare il lavoro svolto da CCP Games

Il tutto, in verità, ci mette un po’ a carburare, e sarà soltanto quando avrete già trascorso un paio d’ore in compagnia del gioco che comincerete davvero ad apprezzare il lavoro svolto da CCP Games, e a rendervi conto che, effettivamente, inseguire senza pietà astronavi nemiche, compiere manovre evasive o esaltanti azioni da kolossal cinematografico, era proprio quel che stavate cercando da un titolo come questo. Qui l’adrenalina scorre a fiumi, e potete fidarvi di noi se vi diciamo che la sensazione di impersonare un pilota spaziale è tra le più belle che ci siano al mondo. Cosa volete farci, siamo sentimentali!

Durante le battaglie occorre essere rapidi ed impulsivi, ma anche sufficientemente attenti se non si vuole finire massacrati senza pietà!

Durante le battaglie occorre essere rapidi ed impulsivi, ma anche sufficientemente attenti se non si vuole finire massacrati senza pietà!

Come il suo lontano predecessore, anche EVE Valkyrie ha una struttura tipica da MMO ed improntata sulle modalità online, con attività da svolgere in solitaria o insieme a diversi alleati. La modalità PvE è sfortunatamente limitata alle Cronache, brevi missioni nelle quali raccogliere risorse e abbattere specifici obiettivi ostili, che si rivelano essere poco più che palestre di allenamento per il multiplayer online, vero piatto forte del gioco. Per le prime ore di gioco si è obbligati a combattere contro i bot in Deathmatch, ma una volta raggiunto il livello 5, oltre a poter accedere a tutte le astronavi e alle altre modalità, è possibile combattere contro avversari umani e non più controllati dall’IA: è a questo punto che si comincia a fare davvero sul serio, e per sopravvivere a lungo diventa praticamente obbligatorio imparare manovre di guida più avanzate, per non finire sempre a cercare di risolvere lo scontro in una frenetica giravolta mortale con il nemico di turno.

Il feeling arcade, da shooter puro, ed il respawn infinito e quasi immediato, sono due componenti che contribuiscono a rendere le battaglie frenetiche e senza un attimo di respiro

Il titolo mette a disposizione del giocatore tre classi diverse di astronavi tra le quali poter scegliere in totale libertà, consentendo poi di personalizzarle ulteriormente, nella capacità dello scudo, dell’armatura e via discorrendo, per meglio adattarle al proprio stile di gioco. La classe Fighter è adatta a chi predilige uno stile aggressivo, che sacrifica leggermente le capacità difensive puntando tutto sull’attacco. Le navi di classe Heavy sono invece veri e propri tank, mentre le Support sono in grado di restituire il proprio scudo alle loro alleate. Una volta scelta la propria fidata alleata, è tempo di lanciarsi a combattere in tre diverse modalità, Team Deathmatch, Control e Carrier. Il feeling arcade, da shooter puro, ed il respawn infinito e immediato sono due componenti che contribuiscono a rendere le battaglie frenetiche e senza un attimo di respiro. Il ritmo serrato dell’azione vi concede un momento di pausa soltanto a fine partita, quando avrete il tempo di togliervi il visore e tirare un sospiro di sollievo. Non pensiate, però, che il tutto si risolva in pochi match: le progressioni di navi e pilota sono completamente slegate, e per progredire a sufficienza dovrete sudare le classiche sette camicie e studiare ben bene le risorse da raccogliere in ogni singola partita, magari durante un evento in-game.

Per evitare qualsiasi problema di motion sickness, concentratevi inizialmente sul guardare fisso davanti a voi: aiuta tantissimo.

Per evitare qualsiasi problema di motion sickness, concentratevi inizialmente sul guardare fisso davanti a voi: aiuta tantissimo.

La motion sickness, lo sappiamo, è sempre un argomento delicato per la VR, in particolare quando si parla di titoli estremamente frenetici e veloci come quello in esame. Sorprendentemente, EVE Valkyrie non se la cava poi così male da questo punto di vista, benché le prime ore di gioco, oltre che per prendere confidenza con i comandi, siano necessarie anche per abituarsi ai suoi ritmi di gioco per non risentire troppo di giramenti di testa o altri problemi. Una volta superato lo scoglio iniziale, il titolo è abbastanza godibile anche per lunghe sessioni, nonostante sia necessario stare attenti a non compiere movimenti troppo bruschi: in particolare, almeno per i primi tempi, è meglio evitare di anticipare con lo sguardo la direzione nella quale abbiamo deciso di muovere la nostra nave.

Nelle prime ore di gioco, per attenuare la motion sickness, cercate di guardare sempre avanti, rimanendo concentrati su un cono piuttosto ristretto di visuale davanti a voi, senza lasciarvi distrarre da elementi periferici

Per meglio consigliarvi su come cercare di evitare simili problemi, non posso che riportarvi come al solito la mia esperienza diretta: nelle prime ore di gioco ho cercato di guardare sempre avanti, provando a rimanere concentrato su un cono piuttosto ristretto di visuale davanti a me e di non lasciarmi distrarre da elementi periferici. Successivamente, ho gradualmente allargato il mio campo visivo fino a comprendere tutta la parte frontale dell’astronave, a quel punto, avevo già superato quasi interamente ogni problema relativo alla motion sickness e ho cominciato tranquillamente a girarmi a destra e a sinistra (e anche sopra) per meglio individuare le astronavi nemiche.

Possiamo soltanto fare ipotesi su cosa sarà introdotto nei prossimi mesi: noi ci aspettiamo corpose novità!

Possiamo soltanto fare ipotesi su cosa sarà introdotto nei prossimi mesi: noi ci aspettiamo corpose novità!

Che dire, tirando le somme, di EVE Valkyrie? A conti fatti, il titolo è esattamente come lo ricordavamo su Oculus Rift: un’esperienza frenetica e divertente, di chiaro stampo arcade e con un sistema di controllo reattivo e preciso, che funziona decisamente bene anche su PlayStation VR. Nei prossimi mesi gli sviluppatori hanno promesso di supportare il gioco con frequenti aggiornamenti periodici che andranno ad arricchirlo a livello di profondità di gioco, nelle modalità e nei contenuti, già ora più che buoni. Anche il rilascio su HTC Vive si avvicina, e, se tutto andrà come previsto, potremmo anche prima di quel giorno ritrovarci tra le mani uno dei migliori shooter spaziali degli ultimi tempi. Le premesse ci sono davvero tutte, ed è per questo motivo che noi, intanto, vogliamo dare fiducia alla produzione di CCP Games.

EVE Valkyrie: la Recensione di VR Gamer
8.5Punteggio totale