Come tutti ben sappiamo, il 2016 è l’anno che ha visto la chiusura del progetto Disney Infinity, platform basato sull’interazione delle miniature dei vari personaggi (Disney, Marvel e Star Wars), diretta conseguenza della chiusura di Avalanche Studios, studio dedito a sviluppare giochi per la casa creatrice di innumerevoli cartoni animati ormai famosi. Come è ben noto, spesso soggetti appartenenti a compagnie chiuse vengono scovati da altre aziende, permettendo un ricircolo di idee e di personale: è quello che è successo con CastAR, azienda sita a Palo Alto, California, che ha colto l’occasione al volo per poter assumere validi elementi nel loro team.

Dall'aspetto anni 90, questo occhiali potrebbero davvero rivoluzionare l'AR.

Dall’aspetto anni 90, questi occhiali potrebbero davvero rivoluzionare l’AR.

CastAR raddoppierà in questo modo il suo personale, componendo un team davvero competitivo, grazie anche all’assunzione di Darrell Rodriguez (ex chief di LucasArts) come CEO e Steve Parkis (ex Disney Executive) come presidente e chief operating. Ovviamente non tutto il team è stato assunto (Avalanche contava 240 persone, CastAR ora arriva a 70), ma la fusione di personalità provenienti da vari settori e aziende permette di solito di poter incrementare la velocità di produzione, grazie all’incontro-scontro di idee. CastAR, nata come Technical Illusions, è frutto degli ex dipendenti Valve Ellsworth e Johnson (che hanno ricevuto inoltre la benedizione di Gabe Newell nel lavorare a questo progetto AR), con l’obiettivo di creare un HMD a realtà aumentata ben integrato con il mondo reale. Parkis, durante un annuncio, ha affermato:

Il nostro team CastAR è formato da persone talentuose e creative che hanno già sfornato prodotti di alto livello. Siamo entusiasti che si siano uniti a noi, creando una nuova generazione di gaming unito a esperienze di mixed reality. Con la loro esperienza nel creare franchise famosi con un design interattivo, la loro aggiunta ci permetterà di creare una piattaforma dinamica che porterà una ispirata realtà aumentata nelle case degli utenti.

Il discorso è abbastanza lineare: gli ex-sviluppatori Avalanche Studios erano esperti nel saper unire un prodotto fisico (le statuine Disney) ad uno virtuale (il gioco stesso), e la loro esperienza, unita ad un qualcosa che non sfrutterà oggetti reali, ma li creerà nella realtà sotto forma di ologrammi, potrebbe davvero portare un nuovo punto di luce in questa AR, grande tecnologia purtroppo messa in ombra sia dalla VR, che dal problema di dover vedere questa realtà aumentata attraverso il display di qualche device, problema che, con un paio di occhiali e un’ottima user experience, potrebbe venir tranquillamente risolto.

A proposito dell'autore

Amante della saga di Metal Gear e del genere Fantasy e Sci-Fi, sogna di poter entrare, un giorno, in una realtà virtuale full immersive, un po' come in Sword Art Online... evitando magari il piccolo problema della morte in game.

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