Al padiglione dell’AESVI siamo rimasti molto colpiti nello scoprire che c’è un enorme interesse da parte degli sviluppatori italiani nei confronti della VR. Per quanto la realtà videoludica del nostro paese non sia tra le più grandi, la voglia di creare, sperimentare e scoprire, invece, lo è tantissimo. Abbiamo conosciuto i ragazzi di Storm in a Teacup, una piccola casa di sviluppo romana nata appena nel 2013, ma che ha già dimostrato di saper incantare in modo straordinario con N.E.R.O.: Nothing Ever Remains Obscure. Armati del loro talento per l’arte del saper emozionare, hanno quindi deciso di lanciarsi all’avventura e lavorare ad un titolo VR, Lantern. Più che un gioco, Lantern è un’esperienza sensoriale. L’idea di fondo è tanto semplice quanto romantica: tanto tempo fa, nel lontano est, una principessa dal cuore colmo di tristezza, pianse, e le sue lacrime trasformarono il suo meraviglioso regno in una terra grigia e triste, tanto quanto lei. Viene quindi liberata una lanterna, simbolo di gioia e di speranza, e, ovunque lei vada, il mondo riacquista i colori, facendo riscoprire alla sua gente il significato della felicità e asciugando le lacrime della bella. Una volta partecipai ad un evento in cui era possibile acquistare una lanterna cinese: dopo averla accesa, in un momento prestabilito, tutti noi avremmo dovuto lasciarle volare. Può sembrare banale, ma quando vedi centinaia di lanterne che illuminano il cielo, quasi fossero delle stelle, è stato impossibile per me contenere le emozioni che questo spettacolo mi ha suscitato.

Quando ho ascoltato la storia di Lantern, che potremmo tranquillamente definire una favola, quel ricordo si è riacceso vivissimo, come il fuoco della lanterna che liberai quel giorno. Prima di passare alle domande, siamo stati introdotti al gioco, invitati a provarlo. Una volta indossato il visore e preso in mano il controller, Joel Hakalax, game designer di Lantern, mi ha spiegato che tutto quello che dovevo fare era rilassarmi e godermi il mio viaggio insieme alla coraggiosa lanterna. Il concetto su cui si basa il gioco è proprio questo: relax. Non abbiamo nemici da affrontare, non ci sono stacoli da superare, ma solo un mondo da esplorare e colori da regalare. Volare con la lanterna è semplice e suggestivo, soprattutto quando decidiamo di alzarci su, sempre più in alto, per ammirare un paesaggio in stile low poly interamente realizzato a mano. Se ho avuto fastidio o nausea? Assolutamente no. Poichè non abbiamo una telecamera in prima persona, il motion sickness non è un problema di cui dobbiamo preoccuparci. Attualmente esistono quattro mappe, una per ogni stagione dell’anno, ciascuna a sua volta caratterizzata da atmosfere e colori tipici di quel periodo. Spargere i colori è semplicissimo: basta muoversi in giro, e tutto quello a cui ci avvicinieremo si riempirà di colore. Con i due grilletti del controller è possibile utilizzare altrettante abilità: una permette di muoversi più velocemente, l’altra genera un’esplosione di colori intorno a noi che copre una vasta area. L’unico problema che ho riscontrato è stato l’audio che, a causa del brusio della fiera e non essendo attrezzati con cuffie isolanti, logicamente non mi ha permesso di apprezzare bene il comparto audio.

lantern

Questi colori vivaci, la grafica low poly, l’ispirazione orientale… Una vera gioia per gli occhi!

Da quel poco che sono riuscito a sentire però, le musiche seguono la stessa linea guida del gioco: relax. Campanelle, flauti, suoni naturali… Una vera goduria per un apprezzatore dell’ASMR (Autonomus Sensory Meridian Response – Risposta Autonoma del Meridione Sensoriale) come me. Questa pecca, dovuta esclusivamente alle circostanze, è stata dolorosa per me, sono sempre stato dell’opionione che l’audio in un gioco sia centrale per la buona riuscita della narrativa e dell’ambientazione, ma con nostra immensa gioia, Eleonora Lucheroni, simpaticissima Marketing & PR Manager di Storm in a Teacup, ci ha invitati a raggiungerli nella loro sede per permetterci di provare Lantern in condizioni ottimali. E’ nostro piacere e dovere accettare l’invito. E’ solo per VR Gamer che lo faccio: mica perchè non vedo l’ora di esplorare le altre stagioni, eh! In conclusione, Lantern è un titolo accessibile a chiunque, ma non per tutti: se siete amanti delle sfide, questo titolo non è stato pensato per offrirvele, ma piuttosto per distendere i nervi, magari dopo esserci avvelenati il fegato su un MOBA, dopo una dura giornata di lavoro o semplicemente per persone come me, che amano immensamente i videogiochi in grado di trasmettere emozioni, semplici o complesse che siano. Al rilascio, sarà disponibile su Steam per PC, HTC Vive e Oculus Rift, ma è importante sottolineare che il gioco è perfettamente godibile su schermo senza l’ausilio di un visore, anche se fortemente consigliato. Auguriamo tanta buona fortuna al team di Storm in a Teacup e speriamo che la lanterna raggiunga ogni angolo del mondo!