HTC Vive, il cui lancio è avvenuto ufficialmente lo scorso aprile, era visto un po’ come un salvatore della patria negli uffici della compagnia taiwanese. HTC, infatti, da diverso tempo naviga in acque estremamente burrascose, viste soprattutto le enormi perdite fatte registrare dalla società nel settore degli smartphone, anche se la collaborazione con Google per realizzare i prossimi Nexus potrebbe dare i suoi frutti e iniziare a cambiare le cose anche nel settore più problematico per l’azienda. Intanto, però, i dati finanziari del Q2 2016 non sono stati esattamente confortanti. Neanche l’approdo sul mercato del visore, al momento il top di gamma per quanto riguarda gli headset, è riuscito a tirar fuori HTC da quel mare in tempesta in cui sembra destinata a rimanere invischiata. Il Vive, insieme ad HTC 10, è servito per aumentare le entrate di HTC rispetto al Q1 di quest’anno, portandole da circa 14 a 18 milioni. I profitti complessivi dell’azienda, però, sono ancora e per la quinta volta consecutiva in rosso, con addirittura un -44% rispetto al Q2 dello scorso anno. HTC ha perso ben 97.5 milioni dalla fine di marzo alla fine di giugno, i quali vanno sommati ai 65 già andati in fumo nei primi tre mesi del 2016. Senza entrare troppo nel merito, tali dati devono legittimamente continuare a preoccupare l’azienda, che continua a perdere utili netti anno dopo anno, ma i segnali positivi intravisti fanno quantomeno ben sperare per i prossimi mesi.

HTC-Q2

HTC ha condiviso i suoi risultati per il secondo quarto del 2016 [aprile-giugno]; purtroppo questi numeri non aiutano affatto le sorti dell’azienda taiwanese…

Chang-Chai Lin, President of Global Sales di HTC, ha dichiarato che il Vive potrebbe aiutare la compagnia ad interrompere il trend negativo nel terzo quarto dell’anno, grazie alla sua continua affermazione nel settore e alla costante crescita nelle vendite nei prossimi mesi, in particolare con l’avvicinarsi del periodo natalizio. D’altro canto, onestamente, non è facile riporre gran parte delle speranze in un device di qualità e prezzo elevatissimi, ma HTC in questo momento deve farlo, e ha bisogno più che mai di aggrapparsi ai prodotti che più hanno successo e cercare di valorizzarli. Un po’ come ha fatto anche Sony qualche tempo fa, anch’essa con i conti decisamente in subbuglio e la divisione PlayStation a fare da capofila e a tirare avanti quasi da sola: la società giapponese, intelligentemente, ne ha fatto (e continua a farne) il suo cavallo di battaglia, riorganizzandosi nel frattempo negli altri settori, dove è lentamente tornata ad essere competitiva. Queste mosse, a nostro avviso, deve farle anche HTC, cercando nel frattempo di rendere ancora più competitivo il Vive sul mercato di quanto non sia già ora. Spesso, l’unico modo per guarire una pianta sofferente e farla tornare florida e rigogliosa è potare i rami secchi e farli ricrescere da zero, piuttosto che continuare a dar loro acqua inutilmente.