La conferenza di Sony di quest’anno ha scaturito un passo in avanti notevole per la VR, non solo per l’enorme mole di opere che sono state annunciate, tra cui il prossimo Resident Evil VII, ma anche perché ha rappresentato l’ultima vera presentazione di PlayStation VR prima della sua uscita nei negozi. Questi giorni di prove non si sono rivelati importanti solo per un mero periodo celebrativo, ma anche per comprendere la curiosità delle persone nei confronti della realtà virtuale. PlayStation aveva infatti organizzato una fila composta da prenotazioni effettuate giorni prima e, nonostante questo, si arrivavano a contare più di 50 persone per titolo, nella speranza di poter entrare. Noi di VR Gamer, muniti di tanta pazienza, siamo riusciti comunque a prenotare la nostra prova da 10 minuti di Farpoint, una delle opere più attese per il PlayStation VR. Perché 10 minuti? La fila, nel nostro giorno di prova, era talmente gremita di persone che i membri dello staff non hanno potuto fare altro che ridurre il tempo libero per ogni giocatore. Una scelta azzardata, ma che vi potrà far capire ancora di più che la VR ha ormai raggiunto un punto nel quale non si può più parlare di nicchia. Finalmente stiamo passando all’età d’oro della realtà virtuale, e con Farpoint abbiamo tra le mani un perfetto esempio di cosa sarà in grado di portarci.

Farpoint ci fa capire, più di qualsiasi altro titolo, il senso delle console a metà generazione nel mercato videoludico. Nonostante la discreta resa grafica, che è riuscita comunque a farci immergere nelle pianure desertiche, si riescono comunque a notare chiaramente diverse mancanze, tra cui un aliasing particolarmente evidente. Detto questo, bisogna ammettere che l’esperienza di gioco con PlayStation VR si è rivelata essere una delle migliori nel campo della realtà virtuale, con gli FPS che sono rimasti ancorati almeno al minimo di 60 ed una totale assenza di nausea dopo la, seppur breve, partita. Per quanto riguarda il sistema di gioco, ci ritroviamo con un titolo estremamente classico nella struttura, ma che potrebbe regalare delle sorprese proseguendo nella storia. L’unico vero problema che ci sentiamo di portare in campo è l’ambientazione: per carità, l’assenza di dettagli superfli e i paesaggi puliti ci hanno aiutato ad affrontare immediatamente il gioco, ma bisogna vedere se luoghi simili si ripeteranno per tutta la durata dell’esperienza. In tal caso, si potrebbe rischiare di annoiare qualsiasi giocatore, anche il più volenteroso. Una nota di merito va, però, data al sistema di controllo: formidabile, reattivo e, soprattutto, utile ai fini del titolo stesso che, grazie al fucile fornitoci dallo staff, ci ha garantito un’immersione pressoché totale, nonostante il brusio di sottofondo della fiera.

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Il controller fornisce una sensazione unica e, nonostante l’assenza di movimento fisico, si riesce a vivere letteralmente in un pianeta che, con tanto fervore, ci vuole morti.

E adesso la domanda fatidica: consiglieremmo Farpoint, anche solo per provare l’esperienza in se? Assolutamente sì. Non solo Farpoint ci ha fatto provare sensazioni che raramente sentiamo in VR, ma ci ha fatto capire una cosa: con la sua conferenza, Sony è riuscita nell’ardua impresa di farsi valere contro Oculus VR ed HTC che sì, non saranno presenti nella stessa piattaforma di gioco, ma sicuramente incideranno nella valutazione di un visore verso gli altri. PlayStation VR è quindi pronta a colpire il mercato della realtà virtuale, e la scelta di Sony si è rivelata più che saggia: Farpoint sarà quel titolo che le permetterà di farsi valere a spada tratta nel futuro della VR, e questo non è che l’inizio.