Che la potenza espressiva della realtà virtuale potesse consentire azioni impossibili in qualunque altro modo restando nel salotto di casa era cosa nota. Il turismo virtuale è sicuramente una delle attività che fino a qualche anno fa potevamo solo sognare e in cui ora, invece, tutti (o quasi) possiamo cimentarci. Per ora è necessario affidarsi ad esperienze preconfezionate dagli sviluppatori, ma non è lontano nel tempo il momento in cui saremo noi, indossato il visore, a poter scegliere dove andare in qualunque punto del nostro pianeta, e magari anche quale attività fare tra un ventaglio di possibilità una volta lì. Riuscite a immaginarlo? Per il momento, però, rimaniamo con i piedi per terra e guardiamo cosa ci viene proposto. Nel caso di oggi, si parla di un’esperienza piuttosto particolare. È stata infatti resa disponibile su Gear VR una nuova app, definibile come un’esperienza visiva virtuale più che un videogioco, che, facendoci compiere un viaggio in Medio Oriente, ci porta in pellegrinaggio a La Mecca, città santa dell’Islam.

Experience Mecca

Questo è l’aspetto della Kaaba nell’esperienza virtuale che vi fa compiere un pellegrinaggio alla città santa dell’Islam.

Experience Mecca, questo il suo nome, ha lo scopo di far compiere agli utenti un tour completo dei principali luoghi sacri della religione musulmana. Sarà possibile visitare la grande moschea della città ed osservare i fedeli in preghiera.

Le emozioni che proverete saranno indescrivibili, dovete provarla per crederci. Quindi sedetevi, rilassatevi, indossate il vostro visore e preparatevi per un viaggio spirituale che coinvolge tutto il vostro corpo.

Chiaramente a noi occidentali, prevalentemente di religione cattolica, una cosa così farà sorridere. Non bisogna però dimenticare che l’Islam è la seconda religione al mondo per numero di fedeli, e che i musulmani sono soliti pregare diverse volte al giorno in direzione della Kaaba, il monolite sacro di La Mecca, ed hanno l’obbligo morale di visitarla almeno una volta nella vita. Dubitiamo che per loro farlo virtualmente sia lo stesso, ma quantomeno hanno la possibilità di tener fede ai propri impegni religiosi quotidiani! A questo punto, siamo tutti pronti per Experience Vaticano! Scherzi a parte, proverete almeno una volta queste esperienze virtuali di turismo religioso, se ne verranno realizzate altre?

A proposito dell'autore

Cresciuto a pane e Blade Runner, avvinghiato fin dalla giovanissima età al videogioco in tutte le sue forme e fermamente convinto dell'importanza e della culturalità del medium, lato troppo spesso bistrattato. Considera la realtà virtuale un'opportunità da sfruttare in ogni campo dell'arte, e, se impiegata a dovere, una vera e propria rivoluzione. I suoi personaggi preferiti? Dylan Dog, Rick Deckard e John Marston.

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  • mario sammarco

    Se si tratta di visitare chiese per motivi artistici e architettonici si può fare , il religioso teniamolo fuori.

    • Marco Deckard

      Beh, per i credenti potrebbe anche essere utile, però.