Il giovane sviluppatore Caleb Eubanks ha recentemente implementato un puzzle game VR, chiamato Mazerquest, che sta richiamando l’attenzione di tanti sviluppatori appassionati di realtà virtuale e videogiocatori. Per me, che sono anche un po’ claustrofobico, sarà davvero una sfida difficile da superare.

Caleb ha già lavorato col video editing e la modellazione 3D e questo è il primo progetto che realizza destinato a Oculus Rift, MazerQuest supporta il DK2 e Leap Motion.

All’inizio del gioco ci troviamo in un labirinto, siamo stati abbandonati all’interno di esso da una navicella ufo che vola ancora sulla nostra testa. Intorno a noi è un gran caos di suoni e oggetti veramente strani. Semplicemente dobbiamo trovare una soluzione per uscire da questa situazione.

Oggetti antigravitazionali e inaspettati colpi di scena si avvicenderanno durante il gioco tra le svettanti palme che crescono nei corridoi di questo squallido posto. Per muoversi basta usare il mouse e il tasto a destra del Leap. Io nella realtà non  vorrei mai finire in un posto simile, anche a causa di quella melodia che non riesco più a togliere dalla testa.

Di certo, però, MazerQuest non è il primo labirinto che trovo in VR e, l’idea di ricreare in stringhe di codice luoghi difficili da esplorare anche nel mondo reale sembra stuzzicare parecchi sviluppatori.

L’esplorazione, per me, rimane uno dei punti forti di Oculus Rift e va molto oltre il gameplay. Con altre demo ho avuto la possibilità di visitare caverne del paleolitico e case americane durante il periodo del proibizionismo, scappare dagli zombie o viaggiare su pianeti inesplorati. Dietro un visore, gente, ci aspettano mondi infiniti. 

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