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Abbiamo già avuto modo di parlare di Radial-G su Oculus Rift Italia. Si tratta, all’atto pratico, di una versione di Wipeout per la realtà virtuale. L’idea è quindi quella di muoversi all’interno di veicoli futuristici in gare alla velocità della luce. E, per la prima volta, potrete vivere il brivido di queste corse seduti direttamente all’interno del cockpit. Come tutte le esperienze che mettono l’utente all’interno di un veicolo, Radial-G è perfetto per la realtà virtuale, e durante il nostro hands-on abbiamo rilevato come il senso di presenza che riesce a evocare sia straordinario. Ma abbiamo voluto saperne di più, e per questo siamo entrati in contatto con il producer del gioco, Sam Watts di Tammeka Games, per saperne di più su questo interessante esperimento.

Come avete avuto l’idea per Radial-G?
Ci è venuta naturale, grazie all’amore del nostro team per i giochi di corsa e la VR. Se ci sono due cose che facciamo bene, sono proprio queste; avendo lavorato per anni a delle simulazioni VR realistiche, e in precedenza per studios che producono racing game AAA, è stata una scelta facile creare il nostro primo gioco di questo genere. Ambientarlo nel futuro è sembrata una scelta logica, dal momento che non vediamo un altro Wipeout o F-Zero in arrivo in futuro.

Potete descrivere che tipo di sensazione i giocatori avranno giocando Radial-G?
Molto probabilmente, un incredibile senso di immersione e presenza. Il cockpit si avvolgerà intorno a loro e li accoglierà, come se fosse una velocissima bolla. Abbiamo fatto tutto il possibile per assicurarci che non si sentiranno male!

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Come è stato influenzato e cambiato il tuo processo creativo da Oculus Rift?
Abbiamo ideato il gioco da zero per la realtà virtuale, usando gli anni di esperienza guadagnati durante lo sviluppo di simulatori ad alto profilo; in più, abbiamo usato la nostra consapevolezza di cosa rende grandioso un gioco di corse. Anche se la maggior parte di noi usa la visuale dal cockpit, sapevamo che dovevamo assicurarci che il gioco andasse bene per chi preferisce la visuale in terza persona dal retro. Comunque intendiamo aggiungere questa opzione della telecamera in futuro.

Che tecniche avete usato per creare un senso di immersione nell’utente?
Inserirli all’interno del cockpit aiuta, una volta indossato il Rift. Dobbiamo comunque aggiungere un corpo, perché al momento si subisce un lieve straniamente quando si guarda in bassa e si vede solo il sedile.  Il senso di profondità del mondo, l’aggiunta di nebbia voumetrica e illuminazione aiuta realmente l’utente a sentirsi all’interno di un racer futuristico.

Come game developer, quali sono le cose che puoi fare con la realtà virtuale che altrimenti non potresti fare?
Principalmente, si tratta di offrire un livello di connessione e immersione senza precedenti. Chiunque provi il Rift trova difficile tornare nuovamente a guardare allo schermo piatto del televisore. La realtà virtuale dà al giocatore la possibilità di guardarsi intorno naturalmente, usando quello che usano nel mondo reale: i loro occhi e la loro testa. E senza aver bisogno di usare dei caotici input da joypad. Il numero di giochi che rompono l’immersione con dei controlli terribili per la telecamera dovrebbe diminuire radicalmente, una volta che l’enfasi viene posta sul giocatore.

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E, al contrario, quali sono gli ostacoli e le sfide che derivano dalla realtà virtuale?
Quella principale è assicurarsi che il contenuto sia solido e stabile, fisso su un frame alto, così che non ci siano singhiozzi o cali nella performance, che ridurrebbero fortemente immersione e presenza, e aumenterebbero anche il senso di nausea. Poi, bisogna fare i conti con la latenza e aspettarsi che il display corrisponda esattamente ai movimenti della testa.

Quali pensi che siano i giochi più adatti per Oculus Rift?
Giochi che vi mettono dentro a un cockpit, come sparatutto spaziali e giochi di corsa, così come giochi d’esplorazione dove potete muovervi lentamente. Tutto quello in cui ci si muove velocemente è un modo sicuro per far sentir male le persone, dal momento che non è una cosa naturale.

Pensi che i giochi in realtà virtuale diventeranno popolari come i giochi tradizionali in futuro?
Certamente lo speriamo! Una volta che le edizioni consumer dei vari device per la realtà virtuale saranno lanciati per il pubblico, si spera a un prezzo ragionevole, questo medium diventerà mainstream e popolare. Ci sarà sempre una setta di giochi che si rifiuterà strenuamente di credere nella realtà virtuale, ma la maggior parte delle persone che abbiamo visto andarle contro, una volta che l’hanno provata hanno cambiato idea.

Qual è il tuo progetto dei sogni per Oculus Rift?
Lavorare su un racing game futuristico dove dozzine di giocatori si sfidano senza esclusione di colpi sulla pista, il tutto nella gloria dell’alta risoluzione, con un framerate fluido e dei mondi disegnati in modo fantastico. Un po’ come quello a cui sto lavorando ora.

Che futuro vedi per la realtà virtuale? Pensi che sia qualcosa che può cambiare il modo in cui le persone vivono? Se sì, come?
Penso che ci siano alcune possibilità per il futuro. La più spaventosa è che tutti perderanno la voglia di andare fuori e rimarranno chiusi con i loro visori per la realtà virtuale incollati in faccia, mentre la civiltà si sgretola intorno a loro. Una possibilità più positiva è che permetterà alla razza umana di unirsi e partecipare in eventi globali come un’unica entità, senza bisogno di preoccuparsi per la rappresentazione della razza, credo o religione. Mi aspetto che andremo a finire in una via di mezzo: come per tutte le forme di tecnologia, ci saranno coloro che la abbracciano, coloro che la snobbano e coloro che la usano per gli scopi a loro più consoni.

A proposito dell'autore

Guglielmo De Gregori
Editor ­in­ Chief

Dopo aver visto ogni fotogramma di Ghost in the Shell e Blade Runner, la sua vita non è stata più la stessa. Crede nel transumanesimo, aspetta ogni giorno l’arrivo della singolarità e il momento in cui potrà sostituire il suo corpo con una controparte sintetica. Nel frattempo, inganna l’attesa con la fantascienza, i videogiochi e, naturalmente, la realtà virtuale.

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    Wow!!! Grande intervista!… Io adoravo wipeout :)