alone in the rift

Gli horror game si confermano come uno dei generi più adatti al livello di immersione proposto da Oculus Rift e tra quelli che maggiormente cercano di innovarsi. Gli amanti delle avventure del terrore saranno d’accordo col fatto che sono pochi i titoli che davvero possono definirsi horror ed escluso il celeberrimo Amnesia ne restano in gioco davvero pochi. Tra questi, sicuramente un posto in prima fila è per Alone in the Rift.

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Rilasciato il 9 giugno 2013, Alone in the Rift è un’altra esperienza horror pensata e creata ad hoc per il visore Oculus Rift sviluppata dal giovane ragazzo tedesco Enno Gottschalk e presente sul sito ufficiale dell’azienda si Palmer Luckey.

Alone in the Rift è un horror game sviluppato attraverso il motore Unity che dimostra l’efficacia della meravigliosa combinazione tra l’intensa immersività di Oculus Rift, i controller Razer Hydra e l’ambientazione buia e “ansiosa” della foresta in cui vivremo la nostra avventura. Un po’ come succedeva con Alan Wake, la nostra unica amica sarà una torcia ma a differenza dello scrittore creato dal team di Remedy Entertainment, non la useremo come arma, ma solo per illuminare il nostro cammino. Infatti, lo scopo del gioco sarà quello di fuggire dalla foresta in cui ci troviamo e di cui non sappiamo nulla, nemmeno il perché siamo li. Più di ogni altro horror game sviluppato per Oculus Rift, la sensazione continua di trovarci in pericolo è una costante all’interno del gioco: non faremo altro che guardarci intorno, ad ogni minimo rumore percepito e ad ogni piccolo bagliore che non proviene dalla nostra torcia. I nostri passi saranno sempre lenti e ci ritroveremo spesso a perdere l’orientamento. L’ansia inizierà a salire, il sudore a correre lungo il viso e all’improvviso ci scopriremo ad urlare dalla paura per poi renderci conto che era solo una foglia… Andando avanti nella nostra esplorazione, capiremo ben presto di non essere soli e ad ogni anfratto visitato aggiungeremo tasselli della storia.

A proposito dell'autore

Giulia Smeraldo

Napoletana di nascita, mi sono laureata in Studi Storico Artistici alla Sapienza di Roma e risiedo nella capitale da ormai 6 anni. Vivo con mio marito e le mie figlie (ovviamente parlo delle console!) in una piccola casetta su di una piccola collina; che altro dire?Sono una storica dell'arte che ama l'arte dei videogiochi!

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